Interrogazione per la mancata attivazione della Convenzione di Oviedo
” Impedire ai bambini di frequentare la scuola o tenerli lontani dagli altri coetanei perché non sono stati vaccinati non è soltanto contro la Costituzione ma è un atto di violenza”.

” è inapplicabile se c’è il sospetto dell’incostituzionalità e in questo caso più di un sospetto ci sono certezze. La norma sull’obbligatorietà dei vaccini viola l’articolo 32 della Costituzione che prevede il trattamento sanitario obbligatorio solo se si rispetta la dignità umana e siccome il libero consenso è alla base della dignità umana la violazione è palese”.

“il provvedimento è in contrasto con l’articolo 34 che prevede che la scuola sia aperta a tutti e viola anche l’articolo 3 della Carta sul principio di uguaglianza. Si prevede che i non vaccinati devono essere tenuti fuori dalla scuola sino a 5 anni, ma da 6 anni in poi possono accedervi. C’è inoltre disparità tra cittadini italiani e stranieri”.

Paolo Maddalena vicepresidente emerito Corte Costituzionale
Interrogazione per la mancata attivazione della Convenzione di Oviedo
Il documento è consultabile sul sito web della Camera dei Deputati: clicca qui

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18246

ZACCAGNINI Adriano

Venerdì 20 ottobre 2017, seduta n. 875

ZACCAGNINI, MARTELLI e MELILLA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. — Per sapere – premesso che:

il 4 aprile 1997 è stata firmata a Oviedo la «Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo all’applicazione della biologia e della medicina», meglio conosciuta come convenzione di Oviedo; il provvedimento è entrato in vigore il 1° dicembre 1999 e l’Italia ha approvato la legge di ratifica del 28 marzo 2001, n. 145. La stessa legge, all’articolo 3, comma 1, prevede che: «Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti ulteriori disposizioni occorrenti per l’adattamento dell’ordinamento giuridico italiano ai princìpi e alle norme della Convenzione e del Protocollo»;

da undici anni il nostro Paese aspetta che l’accordo entri in vigore poiché nonostante nel 2001 abbia approvato la legge di ratifica, l’Italia è ancora uno dei pochi Paesi europei che non ha ancora depositato il protocollo di ratifica della Convenzione di Oviedo, rendendo in tal modo l’iter di applicazione incompleto. Il comitato nazionale per la bioetica, nella seduta plenaria del 24 febbraio 2012, ha approvato una mozione per il completamento dell’iter concernente la convenzione di Oviedo, con cui ha rinnovato la disponibilità ad esaminare sotto il profilo bioetico tutte le problematiche relative al completamento dell’iter, inclusa l’indicazione di eventuali riserve e gli opportuni adeguamenti dell’ordinamento;

il mancato deposito dello strumento di ratifica costituisce un grave limite per l’applicazione nell’ordinamento interno dei princìpi fissati dalla convenzione e indebolisce la posizione dell’Italia, da tempo impegnata in sede internazionale nella promozione dei diritti umani e, in particolare, della dignità dell’essere umano, che può essere lesa dall’applicazione delle nuove tecnologie in assenza di adeguati presidi normativi –:

se il Governo non reputi opportuno e necessario porre in essere tutte le iniziative affinché si concluda l’iter in seno al Consiglio d’Europa, relativo alla Convenzione di Oviedo, al fine di dare piena e completa efficacia alla convenzione medesima, la quale contiene princìpi fondamentali per la protezione dei diritti dell’uomo e della dignità dell’essere umano riguardo all’applicazione della biologia e della medicina.
(4-18246)

 

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