“QUESTION TIME IN COMMISSIONE AGRICOLTURA PER SAPERE COME IL GOVERNO INTENDA PROCEDERE NELL’AUTORIZZAZIONE PER L ‘UTILIZZO DEGLI NBT-BREENDING TECHNIQUES”

“Question Time in commissione agricoltura per sapere come il governo intenda procedere  nell’ autorizzazione  per l’ utilizzo degli Nbt -Breending Techniques”

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Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-12211

presentato da

ZACCAGNINI Adriano

testo di

Martedì 19 settembre 2017, seduta n. 853

  ZACCAGNINI e STUMPO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

gli Nbt, New Breeding Techniques, dovrebbero ricadere nell’ambito di applicazione della direttiva 2001/18/CE sull’emissione deliberata nell’ambiente di ogm e della direttiva 2009/41/CE sull’impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati, in quanto le caratteristiche delle piante sono ottenute con modificazioni della sequenza genetica;

gli Nbt sono da tempo al vaglio giuridico della Commissione europea che, entro il 30 marzo, dovrebbe terminare l’esame e dare la sua valutazione, dunque, ad oggi, non esiste nessuna misura specifica di valutazione, di biosicurezza, di tracciabilità o di etichettatura ai prodotti ottenuti con questi procedimenti;

evidentemente il Governo ed il CREA ritengono di aver affrontato e risolto tutti gli elementi appena segnalati, decretando che tali prodotti debbano essere considerati come «analoghi» ai prodotti ottenuti con procedimenti di creazione varietale convenzionali e quindi esentati dal rispetto delle normative relative ai prodotti dell’ingegneria genetica;

deve perciò destare assoluta preoccupazione che, con un finanziamento pubblico importante, si avvii un’attività di sperimentazione e successiva diffusione di prodotti modificati che riguardano le più importanti specie coltivate in Italia, con il rischio della loro eventuale brevettazione e accrescimento dei costi di produzione. D’altra parte, è facile immaginare quale sarebbe l’impatto economico se, ad esempio, la varietà di uva da tavola «Italia» (pg 46/110) coltivata fosse riconosciuta come «Ogm» o se l’introduzione del «magic gene» in varietà di grano duro prodotte nel territorio italiano venissero catalogare come «Ogm»;

il settore delle sementi è già minacciato dai tentativi di impedire il libero scambio di semi autoprodotti, per la semina e la risemina, tra contadini, considerandolo una «pratica illegale», come a giudizio degli interroganti erroneamente definito dall’allerta di Assosementi sulla granella non certificata uso seme;

l’Italia, come l’Unione europea, ha ratificato – e poi legiferato in materia – il Trattato internazionale delle risorse genetiche per l’agricoltura e l’alimentazione i cui articoli 6 e 9 riconoscono il diritto degli agricoltori di scambiare e vendere, oltre che seminare e riseminare, le proprie sementi «e altro materiale di moltiplicazione» –:

di quali strumenti giuridici si sia avvalso il Governo per consentire l’avvio di quelli che appaiono agli interroganti progetti «corsari» di Nbt prima in Italia, prima del vaglio giuridico della Commissione europea e della sentenza della Corte di giustizia in merito e in assenza di analoga decisione anche in campo internazionale, compresa quella degli USA. (5-12211)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 20 settembre 2017
nell’allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-12211

In via generale, l’emissione deliberata nell’ambiente degli OGM ha da sempre destato forti preoccupazioni nell’opinione pubblica, al punto che sperimentazione in pieno campo e coltivazione tendono ad essere erroneamente intese come attività equivalenti e destinate ad essere soggette alle stesso tipo di provvedimenti da parte di questo Ministero.
Per quanto riguarda la coltivazione, questo Ministero ha promosso l’emanazione del decreto interministeriale 13 luglio 2013, con la quale è stata vietata nell’intero territorio nazionale la coltivazione del mais MON810, unico OGM autorizzato a tale uso nel territorio europeo.
Il Ministero ha collaborato attivamente ai lavori preparatori per il negoziato tra Commissione e Parlamento europeo che ha portato all’emanazione della direttiva 2015/412/UE dell’11 marzo 2015, che conferisce agli Stati membri la possibilità di decidere in modo autonomo sulla coltivazione di un dato OGM e ne ha curato direttamente il recepimento con il decreto legislativo 14 novembre 2016, n. 227.
Sul fronte della ricerca, con la mozione del 21 maggio 2013, la IX Commissione agricoltura del Senato ha impegnato il Governo a sostenere e potenziare la ricerca scientifica pubblica in materia agricola e biologica.
Anche nel corso del negoziato europeo relativo all’emanazione della direttiva 2015/412/UE, gli Stati membri hanno assunto l’impegno davanti al Parlamento europeo che la direttiva in questione non avrebbe dovuto in alcun modo ostacolare la ricerca in biotecnologie.
Nell’ambito della ricerca in biotecnologie genetiche vegetali, si evidenzia che oggi l’interesse della comunità scientifica risiede maggiormente nelle nuove tecniche di miglioramento genetico, le New Breeding Techniques, piuttosto che negli OGM tradizionali.
Si tratta di tecniche avanzate di miglioramento genetico che, grazie alla sempre crescente disponibilità di informazioni a livello genomico delle diverse specie, si candidano a rivoluzionare in maniera decisiva il panorama delle strategie utilizzabili per il miglioramento genetico delle piante agrarie.
Difatti, questo Ministero si è già adoperato con l’obiettivo di promuovere la ricerca nazionale in tale direzione, stanziando ben 21 milioni di euro nella legge di stabilità 2016 per il finanziamento del più importante progetto di ricerca pubblica nel nostro Paese, nel cui contesto è previsto il miglioramento genetico attraverso l’uso di biotecnologie genetiche diverse da quelle utilizzate per gli OGM.
Si è ritenuto di promuovere l’uso delle new breeding techniques limitatamente alla generazione di mutazioni per il miglioramento delle colture tipiche italiane in termini di maggiore sostenibilità, adattamento ai cambiamenti climatici, valore nutrizionale. Tale iniziativa viene realizzata in accordo con la normativa vigente in materia.
Infine, considerato il notevole interesse nei confronti di questo nuovo settore, il Ministro, nel marzo 2016, ha inviato una lettera alla Commissione europea affinché elabori una nuova proposta legislativa in materia e stabilisca l’applicabilità o meno della normativa europea sugli OGM alle nuove tecnologie.

 

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