“RISOLUZIONE IN COMMISSIONE AGRICOLTURA PER INVESTIRE IN INFRASTRUTTURE IDRICHE E DI CAPTAZIONE DELLE ACQUE”
Risoluzione in commissione agricoltura per investire in infrastrutture idriche e di captazione delle acque
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Atto Camera

RISOLUZIONE APPROVATA DALLA COMMISSIONE

La XIII Commissione,
premesso che:
l’impatto economico e sociale derivante dai cambiamenti climatici è una questione ormai ineludibile anche in considerazione dell’incremento, in frequenza ed intensità, degli eventi meteorologici estremi;
le crisi ambientali connesse ai cambiamenti climatici e la scarsità di risorse idriche rappresentano fonti di rischio per l’economia mondiale. In tale situazione particolare rilevanza assumono le misure decise nell’ambito dell’accordo internazionale di Parigi per un’azione collaborativa volta a contrastare il surriscaldamento del clima terrestre;
l’Unione europea ha più volte rimarcato l’improcrastinabile esigenza di azioni per mitigare le conseguenze del cambiamento climatico, nel cui spettro rientra prepotentemente l’irrigazione quale imprescindibile strumento per garantire la sicurezza alimentare e per contrastare la desertificazione, senza trascurare il ruolo svolto nel settore delle energie rinnovabili;
le anomalie climatiche che si registrano ormai da tempo nel nostro Paese, ed in particolare l’incremento della temperatura e la scarsità di pioggia che segnano la corrente stagione estiva, determinano un aumento considerevole delle necessità irrigue degli allevamenti e delle coltivazioni, molte delle quali sono già irrimediabilmente devastate dal caldo e dalla siccità, con una prima stima dei danni, in base all’ultimo monitoraggio predisposto da Coldiretti, che si attesta intorno ai due miliardi di euro;
l’assenza protratta di pioggia sul territorio italiano ha causato un vero e proprio allarme siccità che, ormai, ha raggiunto oltre i due terzi della superficie agricola nazionale, toccando praticamente tutte le regioni, seppur con diversa intensità;
l’impiego dell’acqua in agricoltura è fondamentale per la produttività del settore nonché elemento imprescindibile per la qualità stessa delle produzioni ed è per questo che occorre promuovere un uso sostenibile delle risorse idriche;
al fine di impiegare le risorse idriche in maniera sempre più efficiente il servizio Irriframe fornisce tutte le informazioni per un uso oculato ed efficiente dell’acqua, con l’obiettivo di giungere a consistenti risparmi mantenendo elevata, od addirittura migliorando, la produttività delle colture;
la programmazione e la pianificazione in campo irriguo sono elementi indispensabili all’utilizzo razionale dell’acqua e il sistema informativo Sigrian dovrebbe essere ulteriormente potenziato in quanto in grado di registrare dati a livello di bacino, di regione e di ente irriguo;
sono necessari interventi diffusi sul territorio, finalizzati, da un lato, a ridurre i gravissimi danni derivanti dal mutato regime delle piogge che crea dissesto idrogeologico e, dall’altro, a porre in essere politiche finalizzate a consentire disponibilità di risorse idriche indispensabili non solo all’agricoltura ma a tutte le attività industriali, commerciali e turistiche;
il settore primario, in tale contesto, appare particolarmente esposto sia per quanto riguarda le produzioni, perché la distribuzione delle piogge non è conforme alle esigenze vegetative delle piante, sia con riguardo specifico ai livelli qualitativi che devono caratterizzare le produzioni per rispondere idoneamente alla concorrenza dei mercati;
in Italia la piovosità media annuale è circa 1.000 millimetri, ma in alcune aree piovono 2.000 millimetri e in altre 300 millimetri. Il cambiamento climatico in atto determina un’intensità delle precipitazioni, con punte anche superiori a 300 millimetri al giorno (3.000 mc/ettaro), da novembre a febbraio e gravi carenze nel periodo primaverile/estivo, quando l’acqua risulta fondamentale per l’agricoltura, il turismo, la produzione energetica;
nel nostro Paese, inoltre, la situazione è ulteriormente aggravata dalla drastica riduzione delle precipitazioni nevose nei mesi invernali, considerato che le nevicate di febbraio marzo non hanno lo stesso valore, in quanto la neve, a causa delle temperature primaverili, non riesce a stratificarsi e ad assicurare le necessarie fluenze estive nei corsi d’acqua;
la perdurante siccità e le temperature sopra la media stagionale determinano gravi danni alle falde che in alcune zone registrano un abbassamento notevolissimo, con conseguente forte aumento delle probabilità di intrusione del cuneo salino;
secondo quanto recentemente affermato dal presidente della Fondazione centro studi del Consiglio nazionale dei geologi (Cng), e da quanto esposto dai rappresentanti delle Associazioni interessate alla disponibilità di acque irrigue per l’agricoltura udite in Commissione, il perdurare della scarsezza nelle precipitazioni avrebbe comportato, tra l’altro, un abbassamento dei livelli d’acqua in fiumi, negli invasi e nelle falde sotterranee e, nonostante la periodicità del fenomeno, non sarebbe stato ancora possibile addivenire ad una strategia efficiente di contenimento del fenomeno;
la situazione risulta particolarmente preoccupante in Emilia Romagna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna, insomma praticamente in tutto il Paese;
nelle più qualificate sedi tecnico-scientifiche ed istituzionali è emersa già da tempo l’esigenza di indispensabili interventi finalizzati all’ammodernamento di importanti impianti pubblici esistenti, di azioni di manutenzione straordinaria e di introduzione di innovazioni tecnologiche finalizzate sia a una migliore efficienza degli impianti irrigui, che alla raccolta delle acque per evitarne la dispersione a mare durante le stagioni di pioggia, con la realizzazione, ad esempio, di casse di espansione e l’utilizzazione di cave dismesse;
in tale ambito particolare attenzione dovrà essere prestata alla valorizzazione di quei progetti con ridotto impatto ambientale, capaci di ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica in contesti caratterizzati da opere idrauliche ed infrastrutture esistenti, anche attraverso la realizzazione di centrali mini-idro capaci di essere installate su salti già esistenti siano essi canali o condotte;
già nel 2005, con l’approvazione del Piano irriguo nazionale era chiara la necessità di operare uno stretto coordinamento tra le amministrazioni competenti nell’uso delle risorse idriche, con l’obiettivo di un’unica programmazione delle opere del settore idrico, di carattere intersettoriale e di rilevanza nazionale;
dal 2007 ad oggi sono stati erogati oltre 1.012 milioni di euro che hanno permesso un primo ammodernamento dei sistemi irrigui di vastissimi comprensori, il passaggio a forme di irrigazione sempre più efficienti, la creazione di invasi di notevoli dimensioni;
con il decreto-legge 5 maggio 2015, n. 51, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2015, n. 91, è stata soppressa la gestione commissariale dell’Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno Agensud, trasferendo le relative funzioni ai competenti dipartimenti e direzioni del Ministero delle politiche agricole, al fine di garantire la realizzazione delle strutture irrigue;
di recente, il Governo ha destinato nell’ambito del piano di sviluppo rurale nazionale 300 milioni di euro per il finanziamento di azioni nel settore irrigazione, finalizzandoli al miglioramento dell’efficienza del sistema di reti pubbliche di distribuzione irrigua ed al completamento degli impianti;
ulteriori 295 milioni sono stati stanziati con delibera CIPE del 1 dicembre 2016, destinati al finanziamento del «sotto piano investimenti irrigui» all’interno del Piano operativo dell’agricoltura;
a questi finanziamenti si aggiungono 107,65 milioni per la realizzazione di interventi riguardanti infrastrutture irrigue in base a quanto disposto da un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in corso di pubblicazione emanato in attuazione del Fondo per lo sviluppo infrastrutturale del Paese di cui all’articolo 1, comma 140, della legge di bilancio 2017;
ulteriori e significative risorse sono previste nel Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese e sono destinate al rinnovo e alla manutenzione della rete irrigua; in tale ambito risulta indispensabile procedere al completamento delle infrastrutture necessarie all’irrigazione, come gli invasi, molti dei quali risultano ancora incompleti o non collaudati, riconoscendo in tale ambito il ruolo fondamentale che svolgono i consorzi di bonifica e irrigazione che, in regime di sussidiarietà e di autogoverno, con le loro attività polivalenti diffuse sul territorio, provvedono a realizzare e gestire azioni finalizzate nel contempo alla sicurezza territoriale, alimentare ed ambientale;
a fronte di un impegno particolarmente rilevante nel settore, risulta necessario un coordinamento dell’azione governativa per disporre nella maniera più efficiente possibile delle risorse stanziate, accelerando e coordinando gli interventi previsti al fine di realizzare in tempi rapidi una vera e propria nuova infrastrutturazione irrigua del sistema Paese;
nell’immediato occorre, altresì, attivare ogni forma di ristoro utile per le aziende agricole colpite dalla siccità, prevedendo che le stesse possano accedere ai benefici del Fondo di solidarietà, inclusa la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali, anche se non hanno stipulato una polizza assicurativa;
occorre, altresì, attivarsi in sede europea affinché la Commissione europea autorizzi l’erogazione degli anticipi sui pagamenti diretti e sulle misure connesse allo sviluppo rurale, chiedendo l’applicazione di una deroga sul greening che permetta agli agricoltori di utilizzare i terreni lasciati a riposo per il pascolo anche nei periodi in cui tale pratica non è ammessa,impegna il Governo:a istituire una cabina di regia presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestale sul rinnovamento delle infrastrutture irrigue, anche con la partecipazione dei rappresentanti delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative e dell’ANBI, al fine di meglio monitorare l’attuazione del piano di interventi e per coordinare e programmare i fondi destinati all’emergenza irrigua, attualmente pari a circa 700 milioni e definire le priorità di un nuovo piano di investimenti da programmare nel breve-medio periodo;
a destinare risorse aggiuntive straordinarie alla realizzazione di interventi infrastrutturali mirati a raccogliere l’acqua in eccesso e a conservarla per il periodo primaverile/estivo;
ad accelerare le procedure necessarie al tempestivo utilizzo delle risorse finanziarie già disponibili per il settore irriguo, tenuto conto della esistenza di idonei progetti già cantierabili che saranno presentati a fronte del bando la cui scadenza è fissata per il 31 agosto 2017 presso i consorzi di bonifica, velocizzando il completamento delle opere irrigue e provvedendo a pubblicare e ad aggiornare costantemente l’avanzamento dei lavori al fine di registrare i progressi compiuti;
a procedere con urgenza ad un monitoraggio degli invasi incompiuti, non funzionanti o non collaudati al fine di valutare le reali necessità dell’infrastruttura;
a indirizzare, tenuto conto della competenza regionale, specifiche risorse alla progettazione e realizzazione di tecniche innovative di ricarica degli acquiferi e di gestione delle risorse idriche a fini irrigui, attualmente nel patrimonio conoscitivo e progettuale dei consorzi di bonifica;
ad adottare le iniziative di competenza per accelerare le procedure di erogazione delle risorse destinate alle opere irrigue dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente la ripartizione del fondo di cui all’articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n.232, in via di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale;
a confermare la destinazione originaria delle risorse assegnate dapprima all’Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno e poi trasferite al Ministero delle politiche agricole, mantenendo nei territori di destinazione originaria l’impiego dei relativi importi finanziari;
a introdurre misure che consentano di assicurare forme di riduzione dell’uso dell’acqua in agricoltura, al tal fine favorendo la diffusione di meccanica e tecnologia di precisione che consenta di monitorare l’uso di acque reflue e di irrigazione, utilizzando, a tal fine, i risultati attesi dall’attuazione del Piano straordinario di ricerca del Crea dedicato specificatamente allo sviluppo del progetto «AgriDigit-Agricoltura digitale», aggiornando i dati presenti nel Sigrian e potenziando l’utilizzo della rete Irriframe;
a prevedere lo stanziamento di risorse specificamente destinate ai settori della ricerca nel campo dell’agricoltura, con particolare riferimento all’implementazione di possibili strategie di razionalizzazione del consumo di acqua e della pratica del riutilizzo a fini irrigui nei momenti di siccità.
a favorire, mediante l’individuazione di apposite risorse, la realizzazione di impianti aziendali per la raccolta, lo stoccaggio e l’uso irriguo sostenibile e ad alta efficienza della risorsa irrigua anche con progetti capaci di ottimizzare l’utilizzo della risorsa idrica in contesti caratterizzati da opere idrauliche ed infrastrutture esistenti, anche attraverso la realizzazione di centrali mini-idro capaci di essere installate su salti già esistenti siano essi canali o condotte;
ad assicurare, anche attraverso il reperimento di risorse finanziarie aggiuntive, ogni forma di ristoro utile per le aziende agricole colpite dalla siccità, prevedendo che le stesse possano accedere ai benefici del Fondo di solidarietà anche se non hanno stipulato una polizza assicurativa, disponendo, altresì, la sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e dei mutui anche agli agricoltori assicurati;
ad attivarsi in sede europea affinché la Commissione europea autorizzi l’erogazione degli anticipi sui pagamenti diretti e sulle misure connesse allo sviluppo rurale, chiedendo l’applicazione di una deroga sul greening che permetta agli agricoltori di utilizzare i terreni lasciati a riposo per il pascolo anche nei periodi in cui tale pratica non è ammessa;
ad impegnarsi ulteriormente in sede europea affinché in previsione della riforma della PAC, anche a partire dal regolamento cosiddetto omnibus, il tema della disponibilità della risorsa acque per l’agricoltura irrigua sia adeguatamente affrontato anche nell’ottica dei Paesi che maggiormente fanno ricorso all’irrigazione.
(8-00249) «Oliverio, Gallinella, Russo, Sani, L’Abbate, Schullian, Luciano Agostini, Antezza, Benedetti, Massimiliano Bernini, Capozzolo, Carra, Catanoso, Cova, Dal Moro, Di Gioia, Fabrizio Di Stefano, Falcone, Ferrari, Fiorio, Gagnarli, Lupo, Marrocu, Mongiello, Palma, Parentela, Prina, Romanini, Taricco, Tentori, Terrosi, Venittelli, Zanin, Mucci, Zaccagnini».

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