“INTERPELLANZA SULL’ALLARME LANCIATO DAL COCER RIGUARDO LE VACCINAZIONI PER I MILITARI”

“Interpellanza sull’allarme lanciato dal Cocer riguardo le vaccinazioni per i militari”

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Atto Camera

Interpellanza 2-01899

presentato da

ZACCAGNINI Adriano

testo di

Lunedì 24 luglio 2017, seduta n. 840

  Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della salute, il Ministro della difesa, per sapere – premesso che:
in data 24 gennaio 2014 il quotidiano la Repubblica pubblicava il seguente articolo dal titolo: «L’allarme del Cocer: “Troppi vaccini e protocolli inapplicati”», nel quale si descriva come: «La sentenza contro il ministero della Salute sui vaccini mal somministrati ai militari potrebbe riaprire la strada a inchieste giudiziarie civili e penali. A lanciare un nuovo allarme è il Cocer dell’Aeronautica, ovvero la rappresentanza del personale in divisa»;
dopo le inchieste di Repubblica sono stati cambiati parzialmente i protocolli vaccinali e assicurati maggiori controlli. Il sergente maggiore Antonsergio Belfiori che rappresenta l’Aeronautica nel Cocer interforze ha affermato: «In passato c’era una gravissima mancanza di informazione sui rischi legati ai vaccini, un problema grave che rimane ancora. Nulla è stato fatto per allertare il personale militare. E inoltre i protocolli vengono ancora applicati a macchia di leopardo, non in tutte le caserme. Ci siamo chiesti la reale necessità di questi vaccini. Non sappiamo perché se ne facciano tanti anche su chi è nel territorio nazionale. Speriamo che il ministro della Difesa faccia un passo indietro, limitando al massimo l’utilizzo di questi vaccini in particolare per chi è in servizio in Italia. […] Numerosi studi scientifici (come il progetto Signum, di cui Repubblica ha parlato nelle sue inchieste) dimostrano che, arrivati a cinque vaccini somministrati nello stesso periodo, il sistema immunitario va in tilt e le difese si abbassano di oltre il 70 per cento. Sarebbero oltre tremila i giovani che si sono ammalati in questo modo: sottoposti a troppe vaccinazioni in poco tempo e poi mandati in giro con le difese immunitarie menomate. Non ci sono statistiche ufficiali perché il ministero della Difesa non ha mai ammesso gli errori fatti dentro le caserme. Perché i nomi dei medici militari, che c’erano o avrebbero dovuto esserci, difficilmente vengono fuori. E perché questi giovani, alle prime avvisaglie di malattia, vengono congedati e tornano tra i civili»;
il progetto Signum era uno studio nato per cercare di capire se alcune malattie dei militari andati in Iraq fossero riconducibili all’uranio impoverito, ma si rilevò che la presenza di questo era quasi impercettibile. Invece, si aprì una nuova traccia: si scoprì che dopo 5 vaccinazioni a volte si sviluppavano ossidazioni cellulari che portavano a tumori; nel progetto redatto nel 2011 si legge: «[…] La frequenza di alterazioni ossidative al Dna e di cellule micronucleate è risultata incrementata al termine della missione, in particolare per i soggetti a prevalente attività outdoor o sottoposti a vaccinazioni di numero superiore a 5 o con vaccini viventi attenuati. Tale incremento non riferibile ad esposizione o a specifici xenoelementi è verosimilmente riconducibile a fenomeni adattativi a carico funzionale psicofisico». I risultati dello studio indicano la necessità, tra le altre, di indagare sul carico vaccinale cui i militari sono sottoposti –:
se i Ministri interpellati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non reputino opportuno assumere iniziative volte a garantire che sia pienamente applicato il principio del consenso informato per tutti i militari che debbano essere sottoposti o meno a vaccinazioni;
se i Ministri interpellati non reputino necessario un’anagrafe vaccinale dei militari e per assicurare maggiori forme di tutela delle condizioni di salute dei militari italiani;
se i Ministri interpellati, alla luce di quanto descritto in premessa, non reputino opportuno assumere iniziative affinché i militari, o qualsiasi altro cittadino che possano subire danni per un carico vaccinale eccessivo, non debbano essere sottoposti preventivamente ad anamnesi e test immunologici ed anticorpali;
se i Ministri interpellati non intendano assumere iniziative per dare seguito a quanto indicato nelle conclusioni della relazione sul «progetto Signum» sopra richiamato, in cui si richiede di proseguire l’approfondimento medico scientifico riguardo al carico vaccinale eccessivo e alle conseguenti alterazioni ossidative del Dna causate in una parte statisticamente rilevante dei militari;
se il Ministro della difesa non reputi necessario assumere iniziative disciplinari nei confronti di coloro che non applicano con correttezza i protocolli di vaccinazione;
se non reputino opportuno assumere iniziative normative volte a ricomprendere i militari danneggiati dai vaccini tra i lavoratori che hanno subito un infortunio sul lavoro e che dunque hanno diritto ad un giusto e proporzionato indennizzo, riconducendo la tutela previdenziale del personale delle forze armate nell’ambito dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dell’Inail.

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