“INTERROGAZIONE IN MERITO AL CONFLITTO DI INTERESSI DEL DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA SALUTE MEMBRO DEL CDA DELLA FONDAZIONE GLAXO”

“Interrogazione in merito al conflitto di interessi del dirigente del ministero della Salute Ranieri Guerra membro del CDA della Fondazione Glaxo”

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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-16962

presentato da

ZACCAGNINI Adriano

testo di

Giovedì 15 giugno 2017, seduta n. 814

  ZACCAGNINI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
un nuovo esposto del Codacons all’Anac sulle vaccinazioni è la notizia riportata da più organi di stampa e tv in data 12 giugno 2017. L’associazione, consumatori ha chiesto, infatti, all’Autorità anticorruzione se «sia lecito che il dirigente del ministero della Salute, Ranieri Guerra, firmi atti pubblici sui vaccini sedendo, come da curriculum, nel Cda della Fondazione Glaxo, che come noto produce il vaccino esavalente venduto in Italia». Secondo il Codacons «risulterebbe che Guerra abbia firmato tutti gli provvedimenti sui vaccini anziché astenersi come dovuto in base all’articolo 323 del Codice Penale. Nel 2014 era addirittura presente in prima fila a Washington assieme al ministro Beatrice Lorenzin al momento della firma sull’accordo che avrebbe messo l’Italia alla guida delle campagne vaccinali nel mondo. Ciò mentre sedeva come consigliere di amministrazione nella Fondazione Glaxo, azienda leader nella produzione dei vaccini». In data 13 aprile 2016 il quotidiano il Sole24ore pubblica il seguente articolo dal titolo: «Vaccini e farmaci, Glaxo scommette 1 mld sull’Italia» nel quale si descriveva: «GlaxoSmithKline (Gsk), la multinazionale britannica del pharma, raddoppia e decide di scommettere ancora un miliardo in Italia nei prossimi quattro anni. Un investimento sostanzioso e forse addirittura sottostimato rispetto ai programmi mondiali di Gsk, che proprio dalle attività nel nostro Paese conta di incrementare il business del gruppo a partire da quelle del polo toscano dei vaccini di Siena e di Rosia, il cuore rispettivamente della R&S e della produzione di settore, dopo il mega scambio di attività (vaccini contro oncologia) con Novartis perfezionato l’anno scorso. Non a caso proprio ai vaccini, col business strategico anti meningite, sarà riservato il 60% degli investimenti (600 mln), contro il 40% dedicato al pharma tradizionale»;
la Glaxo è considerata un leader mondiale nei vaccini con 3,7 miliardi di sterline di fatturato su 23,9 totali; è da questo settore (profittevole in due casi su 10 nel mondo) che la multinazionale britannica si aspetta una autentica escalation nei prossimi anni. Fino ad arrivare a 6 miliardi di sterline entro il 2020. Lo spiega nella sua visita in Italia Luc Debruyne, presidente mondiale di Gsk vaccini, già ad della società in Italia: «Abbiamo in portafoglio il motore dell’innovazione. Perché i vaccini sono innovazione e insieme sono il fulcro della prevenzione. Dunque della sostenibilità non solo della nostra impresa, ma dei sistemi sanitari in tutto il mondo». E l’Italia, ci spiega Debruyne, rappresenta una tappa non certo casuale dei programmi della società: «Abbiamo acquisito un’eccellenza e su questa continueremo a puntare. Scommettere ancora sulla ricerca e sulla produzione qui, non era scontato. Ma ci crediamo. Siamo pronti a scommettere 600 mln di investimenti nei prossimi quattro anni nell’eccellenza e nella qualità dei vaccini in Italia, salvaguardando l’occupazione» –:
se il Governo non reputi necessario assumere iniziative per la rimozione di Ranieri Guerra dall’incarico di dirigente ricoperto presso il Ministero della salute, considerato che lo stesso ha firmato atti pubblici sui vaccini senza astenersi, sedendo, come da curriculum, nel consiglio di amministrazione della fondazione Glaxo – che, come noto, produce il vaccino esavalente venduto in Italia e ha un ruolo di leader mondiale nel settore stesso – circostanza che lascia trasparire, a giudizio dell’interrogante, un palese conflitto di interesse. (4-16962)

 

 

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