20-05-2017:VACCINI, VIOLATO DIRITTO LIBERTÀ DI CURA, DECRETO È FASCISMO  SANITARIO 

“Il decreto legge che impone la vaccinazione coercitiva non personalizzata e di massa è un atto di fascismo sanitario in quanto viola il diritto costituzionale alla libertà di cura e all’inviolabilità’ della persona umana, oltre a contraddire la Convenzione di Oviedo sui diritti dell’uomo e la biomedicina.Per garantire a soggetti deboli la protezione da alcune malattie infettive e una conseguente vita dignitosa, si mette in conto che ci possano essere reazioni avverse gravi in una parte dei soggetti sani vaccinati in modo coercitivo, come se questi fossero dei ‘caduti di guerra’ da accettare nel conto complessivo costi benefici.Il problema sta nei dati allarmanti dell’aumento delle reazioni avverse gravi negli ultimi anni che il ministero della Salute nasconde, non fornendo i dati aggiornati Aifa da 3 anni, ma soprattutto nell’impossibilità da parte di un soggetto sano di poter scegliere liberamente insieme al medico se sottoporsi o meno a vaccinazione e quindi accettare consapevolmente un rischio di reazione avversa certamente presente. Il diritto alla libertà di cura, compromesso dalla minacciata lesione di un altro diritto costituzionalmente garantito, come quello all’istruzione, e dalla possibile sospensione della responsabilità genitoriale, sarà certamente motivo di approfondimento e ricorsi. La libertà di scelta e la non obbligatorietà garantiscono invece la coesistenza dei diritti e i paesi che adottano questo sistema investono in informazione e aumento della consapevolezza dell’importanza di determinate vaccinazioni senza imposizioni. Il provvedimento inoltre si configura con la presenza di profili di incostituzionalità per l’inconsistenza dell’urgenza e per non prevedere misure realmente necessarie, utili e proporzionate. In una fase in cui sarebbe stato necessario ricreare fiducia e investire nella ricerca indipendente e pubblica per avvalorare la sicurezza delle vaccinazioni multiple, le misure del decreto risulteranno sostanzialmente inefficaci e divisive con danni e conflitti sociali non indifferenti. Alcuni studi comparati hanno dimostrato che non vi è una correlazione in Europa fra obbligatorietà e aumento delle coperture, proprio per questo sarebbe stata necessaria in Italia un’azione persuasiva e di coinvolgimento delle famiglie, si è scelta invece la strada della compressione di diritti costituzionalmente garantiti e di attenuare la valutazione medica personalizzata operata in scienza e coscienza. Una sconfitta per le istituzioni democratiche che perdono drammaticamente di credibilità e che si sono prestate alla propaganda e agli interessi di poche multinazionali, già invitate da Renzi a palazzo Chigi nel 2014 per investire nel nostro paese. A questi colossi della farmaceutica è stato garantito un mercato privo di rischi d’impresa e nessun vincolo di responsabilità nel dover rispondere con risarcimenti ad eventuali reazioni avverse gravi correlate ai prodotti immessi in commercio attraverso il sistema sanitario nazionale”

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