12-03-2017 :VACCINI LORENZIN FA SUA CAMPAGNA ELETTORALE 
“Ieri è emerso palesemente come la ministra Lorenzin stia facendo campagna elettorale per se stessa, strumentalizzando il tema dei vaccini, e mettendo volontariamente in difficoltà il governo su una materia delicatissima. Non si discutono i vaccini, ma è necessario discutere di politica sanitaria e di come aumentare la fiducia dei cittadini nelle vaccinazioni, contemplando allo stesso tempo il diritto alla salute con quello all’istruzione.
La strada più efficace non è l’obbligatorietà, come dimostrano altri paesi europei, bensì quella della corretta informazione alle persone su benefici e rischi affiancata ad un sistema sanitario con una seria farmacovigilanza, cosa che ad oggi non esiste in Italia e la Lorenzin ne è la prima responsabile. Ancora non disponiamo dei dati Aifa sulle reazioni avverse dal 2013 in poi, una situazione a dir poco grave ed ambigua nel momento in cui si propone la coercizione vaccinale.Approvare proposte incostituzionali sarebbe chiaramente un autogol, perché i ricorsi arriveranno a sancire che, non essendoci un interesse collettivo concreto come ad esempio un’epidemia, non si può vietare l’accesso a scuola ai non vaccinati o ai bambini che hanno fatto solo alcune vaccinazioni e non tutte quelle eventualmente prescritte.Peraltro verrebbe lesa anche la necessaria libertà dei pediatri di dilazionare nel tempo una serie di vaccini a soggetti che non sopportano carichi vaccinali eccessivi, proprio come quelli che si vorrebbero introdurre con la proposta Lorenzin. Mi auguro che il governo abbia maggior ragionevolezza di quella espressa dalla Lorenzin, la quale spinge sul tema della coercizione per coprire le proprie negligenze come ministro riguardo la farmacovigilanza e per farsi campagna elettorale probabilmente per candidarsi alla Regione Lazio. È irresponsabile e grave il suo atteggiamento e gli allarmismi infondati che ha creato in questi mesi con l’indubbio obiettivo di arrivare ad un suo decreto legge, che tuttavia mostra profili di incostituzionalità come ha ribadito la ministra Fedeli.”

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