09-05-2017: VACCINI , AIFA DATI ANCORA NON DISPONIBILI. OBBLIGATORIETÀ MINA AUTONOMIA ATTIVITÀ MEDICA

“Ieri dall’incontro con Aifa, in seguito alle richieste di accessibilità ai dati sulla farmacovigilanza delle segnalazioni di reazioni avverse dal 2014 in poi, è emerso come i dati non siano ancora disponibili e verosimilmente saranno pubblicati nella seconda metà di giugno solo quelli del biennio 2014-2015.Dall’interlocuzione coi funzionari di Aifa è emerso come il numero delle segnalazioni sia aumentato considerevolmente in questi ultimi anni, anche in seguito all’attivazione di progetti di farmacovigilanza attiva che dovrebbero raccogliere in modo migliore e diversificato le segnalazioni. Nell’incontro ho ribadito il forte ritardo con cui si è iniziato a lavorare questi dati e la gravissima responsabilità della ministra Lorenzin che propone l’obbligatorietà vaccinale di massa senza avere a disposizione tali dati aggiornati riguardo la vaccinovigilanza e senza aver avviato progetti di ricerca postmarketing sulla popolazione vaccinata.Così è altrettanto irresponsabile da parte di vari esponenti politici continuare a fare allarmismo riguardo presunte epidemie in corso.Inoltre è contrario ad ogni principio di precauzione proporre la coercizione senza che vi siano approfondimenti scientifici sulle somministrazioni multiple che, già nei militari monitorati in Iraq, hanno prodotto alterazioni ossidative del DNA. In ultimo è necessario sottolineare come la vaccinazione coercitiva sia una scelta errata, non solo perché non è efficace per aumentare il numero dei vaccinati, ma anche perché si introdurrebbe un principio teso a colpire la libertà individuale costituzionalmente garantita e a sminuire la professione medica improntata su una corretta anamnesi personalizzata del paziente.I medici con la coercizione vaccinale in specifici casi si ritroverebbero nella situazione di dover scegliere fra il bene supremo del paziente e l’adesione a protocolli coercitivi che applicati burocraticamente potrebbero portare a gravi danni ai pazienti.
Privare i medici della possibilità di operare in scienza e coscienza e di poter prescrivere calendari vaccinali differenziati a seconda delle condizioni del paziente sarebbe un grave danno sociale e una limitazione della libera professione medica.”

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