“QUESTION TIME IN COMMISSIONE PER SAPERE QUALI ALTRE FILIERE, OLTRE LATTE E GRANO, AVRANNO L’ETICHETTATURA OBBLIGATORIA D’ORIGINE COME STRUMENTO CONTRO LA GLOBALIZZAZIONE SENZA REGOLE”

“Question time in commissione per sapere quali altre filiere oltre latte e grano avranno l’etichettatura obbligatoria d’origine come strumento contro la globalizzazione senza regole”

Il documento è consultabile sul sito web della Camera dei Deputati: clicca qui 

Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-10931presentato da

ZACCAGNINI Adriano

testo di

Mercoledì 22 marzo 2017, seduta n. 764

ZACCAGNINI e STUMPO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
la globalizzazione a cui stiamo assistendo negli anni recenti è un fenomeno assai complesso. Essa è sinonimo di creazione di un unico villaggio globale favorito dalla crescita delle relazioni e degli scambi tra i vari Paesi del mondo;
in epoca moderna la globalizzazione ha creato un mercato globale privo di barriere protezionistiche e nel settore agricolo ed agroalimentare, ha accentuato il divario esistente tra Paesi ricchi e Paesi poveri;
il made in Italy agroalimentare è il più copiato e contraffatto al mondo e, nonostante il settore agricolo confermi le sue enormi potenzialità, esso deve affrontare e contrastare la pressione delle distorsioni di filiera e il flusso delle importazioni selvagge dall’estero, che fanno concorrenza sleale alla produzione nazionale, perché vengono spacciati come prodotti made in Italy e sono privi di indicazione chiara sull’origine in etichetta. Nelle campagne, oggi, vige una situazione di deflazione profonda: i prezzi sono crollati per raccolti e per gli allevamenti che non coprono più neanche i costi di produzione o dell’alimentazione del bestiame;
«Il principio alla base della legislazione dell’Unione sull’etichettatura è che il consumatore ha il diritto di essere informato nelle proprie scelte e che l’etichettatura non può essere fuorviante. Quando l’etichettatura di origine geografica è obbligatoria, l’indicazione di origine geografica deve essere visualizzata correttamente in etichetta. Quando l’etichettatura di origine geografica è opzionale, gli operatori sono liberi di decidere se citare l’origine, a meno che l’omissione di tale informazione possa indurre in errore il consumatore sulla vera origine del prodotto. Se l’indicazione di origine viene indicata, l’informazione deve essere corretta in modo da non indurre in errore il consumatore. L’indicazione di origine è obbligatoria per la frutta ed i legumi freschi, il vino, il miele, l’olio di oliva, i prodotti ittici, la carne bovina, le carni di pollame proveniente da paesi terzi, le carni fresche refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili, le uova ed i prodotti biologici. Anche nei casi in cui l’indicazione di origine non sia obbligatoria, le informazioni sull’origine eventualmente fornite su base volontaria devono essere corrette e tali da non risultare ingannevoli per il consumatore» –:
su quali altre filiere il Governo intenda estendere l’etichettatura d’origine obbligatoria, oltre quelle già coinvolte dalla misura in questione, specificando quali altre iniziative intenda assumere per contrastare gli squilibri della globalizzazione senza regole e l’impoverimento del reddito degli agricoltori. (5-10931)

Atto Camera
Risposta scritta pubblicata Giovedì 23 marzo 2017
nell’allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-10931

Abbiamo sempre sostenuto, anche a livello europeo, la necessità di un’adeguata etichettatura per tracciare l’effettiva origine dei prodotti e per consentire al consumatore una scelta consapevole. È questo uno degli obiettivi prioritari che perseguiamo costantemente per tutelare i nostri prodotti agroalimentari.
La tutela e la salvaguardia del made in Italy sono una priorità per il Ministero che si è sempre adoperato, sia in sede europea che nazionale, al fine di rendere obbligatoria in etichetta l’indicazione del Paese di origine della materia prima degli alimenti.
Dopo anni di attesa, in linea con le disposizioni europee e in accordo con il Ministero dello sviluppo economico, abbiamo notificato il provvedimento che introduce in via sperimentale, l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della materia prima per il latte e derivati.
Nella stessa direzione va il nostro decreto per la filiera grano pasta ora all’esame tecnico della Commissione europea.
Continueremo a spingere perché questi modelli si affermino a livello europeo e con riferimento a tutte le produzioni agroalimentari, perché riteniamo la piena tracciabilità delle produzioni agricole nazionali una chiave decisiva per la competitività e la distintività dei nostri prodotti.
In tale contesto, puntiamo a raggiungere l’obiettivo della piena tracciabilità.
Il Commissario Europeo per la Salute e la Sicurezza Alimentare, Andriukaitis, ha recentemente comunicato al Ministro Martina che a breve sarà predisposto dalla Commissione UE un ulteriore provvedimento in materia, il cui obiettivo principale dovrebbe essere quello di evitare che il consumatore possa essere indotto in errore in merito alla vera origine dell’ingrediente primario di prodotti agroalimentari.
Concludo, ribadendo che questo Ministero è favorevole ad estendere l’etichettatura d’origine obbligatoria e rimane disponibile per attuare le eventuali azioni di competenza a livello europeo.

Lascia un commento