INTERPELLANZA PER CHIARIRE IL VOTO FAVOREVOLE DELL’AUTORIZZAZIONE DI 3 OGM DELL’ITALIA NEL COMITATO PAFF IN SEDE EU

 

Interpellanza per chiarire il voto favorevole all’autorizzazione di 3 OGM dell’Italia nel comitato PAFF in sede Ue

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Atto Camera

Interpellanza 2-01644

presentato da

ZACCAGNINI Adriano

testo di

Martedì 7 febbraio 2017, seduta n. 737

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro della salute, per sapere – premesso che:
il 27 gennaio 2017 si è riunita una sezione speciale sugli Ogm (Genetically Modified Food and Feed and Environmental Risk) del Comitato permanente dell’Unione europea sulle piante, gli animali il cibo e l’alimentazione (Standing Committee on Plants, Animals, Food and Feed – Paff);
tale comitato esprime pareri su proposte che la Commissione europea intende adottare. Il Paff è un organo tecnico, composto da rappresentanti esperti nominati da tutti gli Stati membri ed è presieduto da un rappresentante della Commissione europea;
nel corso della seduta, svoltasi a Bruxelles il 27 gennaio, il Paff è stato chiamato a votare per l’ammissione nelle colture europee di tre qualità di mais Ogm resistenti ai parassiti: il Pioneer 1507, il Syngenta Bt11 e il Mon 810. Per quest’ultimo, già in uso, si chiedeva il rinnovo dell’autorizzazione;
è stata la prima votazione eseguita con le nuove regole che consentono ai Paesi membri dell’Unione europea di vietare la coltivazione all’interno del proprio territorio anche in presenza di un’autorizzazione comunitaria, il cosiddetto opt-out. A ciò che risulta all’interpellante – pur non arrivando ad esprimere la maggioranza qualificata necessaria – l’Italia, insieme ad altri 16 Paesi, ha scelto di votare a favore dell’autorizzazione, riservandosi la clausola dell’opt-out;
oltre all’Italia, si sono pronunciati a favore anche altri Paesi che vietano le coltivazioni ogm sul proprio territorio, come i Paesi Bassi. Germania e Belgio hanno scelto di astenersi, probabilmente a causa delle divisioni sul tema all’interno delle rispettive coalizioni di Governo. La Francia, invece, ha guidato il fronte del no;
rimane dunque confermata la profonda divisione in Europa sulla questione Ogm, che ora ritorna in Commissione europea per un nuovo esame. Un portavoce ha fatto sapere che l’organo esecutivo dell’Unione «intende ora riflettere sulle prossime tappe»;
attualmente, la normativa europea in materia di Ogm è molto restrittiva: l’unica coltivazione ammessa è proprio quella del Mon 810, di cui ha usufruito soprattutto la Spagna e, in misura minore, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania e Slovacchia. Per quanto riguarda le importazioni ci sono invece 58 Ogm autorizzati tra cui soia, mais, cotone, colza e barbabietola da zucchero. Il voto favorevole all’introduzione delle tre colture espresso dai rappresentanti italiani ha suscitato grande dibattito;
l’Italia è infatti uno dei Paesi europei in cui è stata vietata la coltivazione di organismi geneticamente modificati. Già in passato, inoltre, Coldiretti ha mostrato come, secondo un sondaggio, il 73 per cento degli italiani si sia detto contrario all’uso di Ogm nel nostro Paese;
il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha preso le distanze dal voto a favore, confermando «il suo approccio rispetto alla coltivazione di Ogm in campo, dando come indicazione di voto l’astensione, che equivale da sempre alla contrarietà nel comitato competente Ue dove votano i Ministeri della salute europei», come si legge in una nota del Ministero;
come riportato da più organi di stampa e dalla tv, già tempo, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con quello della salute, ha inviato alla Commissione europea le richieste di esclusione di tutto il territorio italiano dalla coltivazione di tutti gli Ogm autorizzati a livello europeo;
le richieste – spiega il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – sono fatte in attuazione della nuova direttiva europea 2015/412, che consente agli Stati membri di vietare al proprio interno la coltivazione degli organismi geneticamente modificati. «La nostra scelta guarda alle caratteristiche del modello agricolo italiano, che vince e si rafforza puntando sempre di più sulla qualità e sulla distintività. Abbiamo un patrimonio unico di biodiversità che rappresenta un valore non solo da tutelare, ma da promuovere», ha affermato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali –:
se i Ministri interpellati siano a conoscenza dei fatti narrati in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intendano intraprende;
se i Ministri interpellati, in vista di quella che sarà la comunicazione della Commissione permanente su piante, animali, cibo e alimentazione (PAFF) in materia che ha confermato che andrà in appello, verso metà marzo, per tentare di portare avanti le proposte non reputino opportuno chiarire quale sia la posizione del nostro Paese in seno all’Unione europea, specificando, secondo l’interrogante, che la posizione dell’Italia è quella di adottare e promuovere un’agricoltura sostenibile, e non quella intensiva e dannosa per l’ambiente promossa dalle multinazionali dell’agrochimica;
se il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali intenda chiarire quanto viene descritto in premessa, al fine anche di spiegare se nel dibattito europeo la posizione del nostro Paese sia condivisa e come questa si concilii con la posizione assunta tempo addietro di contrarietà all’immissione e all’utilizzo di Ogm.
(2-01644) «Zaccagnini».

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