INTERROGAZIONE SU INCENTIVI STATALI ALL’ENERGIA GEOTERMICA IN AMIATA ALLA LUCE DELLE SENTENZE CHE CONDANNANO ENEL RIGUARDO LA SOSTENIBILITÀ’ AMBIENTALE DEGLI IMPIANTI.

Interrogazione su incentivi statali all’energia geotermica in Amiata alla luce delle sentenze che condannano Enel riguardo la sostenibilità ambientale degli impianti

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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14983

presentato da

ZACCAGNINI Adriano

testo di

Martedì 13 dicembre 2016, seduta n. 713

  ZACCAGNINI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico . — Per sapere – premesso che:
il fenomeno geotermico, specie nel circondario del Monte Amiata, è stato oggetto di ampi dibattiti e proteste da parte dei comitati locali;
sulla vicenda, è da tenere in considerazione l’intervenuto del tribunale di Grosseto, che in data 13 ottobre 2016, respingeva la denuncia dell’Enel contro chi sosteneva «che le centrali geotermiche fossero fonte d’inquinamento e determinassero la presenza di arsenico nell’acqua potabile e che lo sviluppo geotermico promosso da Enel fosse causa di morte, degrado ambientale e sottosviluppo» e, in più, con la sentenza n. 718, condannava l’Enel alle spese;
anche il tribunale di Siena ha accolto le ragioni dei cittadini e condannato l’Enel a risarcire i danni, pagare le spese legali e del Consulente tecnico d’ufficio, dalla cui perizia viene accertato che l’Enel ha costantemente e continuativamente superato i limiti previsti per le emissioni di acido solfidrico, come pure aveva già rilevato l’Arpat;
l’accertato superamento dei limiti delle emissioni di acido solfidrico H2s, è la ragione della condanna, ma la sentenza si esprime anche su altri elementi: non è necessario che le emissioni provochino un danno biologico o una patologia, come indicato dalla Corte di cassazione (v. Cass. n. 7875 del 2009; Cass. n. 26899 del 2014) che «ha affermato, nell’ambito della tutela del domicilio e della famiglia, che pur quando non risulti integrato un danno biologico, la lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria casa di abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane sono pregiudizi apprezzabili in termini di danno non patrimoniale. A ciò deve aggiungersi che il diritto al rispetto della propria vita privata e familiare è uno dei diritti protetti dalla Convenzione europea dei diritti umani (articolo 8). La Corte di Strasburgo ha fatto più volte applicazione di tale principio, anche a fondamento della tutela alla vivibilità dell’abitazione e alla qualità della vita all’interno di essa, riconoscendo alle parti assoggettate ad immissioni intollerabili un consistente risarcimento del danno morale»;
gli incentivi statali alle centrali geotermiche vengono ripartiti in: a) certificati verdi per le centrali costruite fino al 2012; b) tariffe incentivanti definite dal decreto ministeriale del 6 luglio 2012 per le nuove centrali. Il loro valore viene definito di anno in anno secondo parametri che fanno riferimento al prezzo medio di cessione dell’energia elettrica. Per le centrali dell’Amiata, a quanto risulta all’interrogante l’Enel ha incassato come incentivi statali più di 46,5 milioni di euro nel 2013, circa 64,4 milioni di euro per il 2014 e 80,8 milioni di euro nel 2015. Si specifica altresì che il costo degli incentivi rappresenta circa 24 per cento delle tariffe elettriche pagate in bolletta dalle famiglie italiane –:
se i Ministri interrogati non ritengano di dover assumere iniziative per quanto di competenza, per pervenire a un sistema di riduzione delle fonti d’inquinamento prodotte dalle centrali geotermiche dell’Enel sul monte Amiata;
se non ritengano necessario assumere iniziative per eliminare gli incentivi che tengono in vita economicamente queste tipologie di impianti, in riferimento alle sentenze della magistratura che li dichiarano non ecocompatibili e anzi fonte certa d’inquinamento;
se non ritengano necessario assumere iniziative per stanziare risorse certe per riparare i danni sanitari e ambientali causati dalle centrali geotermiche, come la presenza di arsenico nell’acqua potabile, causa di morte, degrado ambientale e sottosviluppo, oltre al superamento dei limiti previsti per le emissioni di acido solfidrico, rilevato da Arpat, e quindi definitivamente appurato;
se non ritengano di dover elaborare una contabilità energetica complessiva delle fonti rinnovabili, avvalendosi anche del supporto di Enea, in modo da individuare una scala di riferimento in base alla quale indirizzare opportunamente gli incentivi statali alle fonti veramente ecocompatibili in tutto il loro ciclo di vita.
(4-14983)

 

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