PRESENTATA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA SU VACCINAZIONI NEONATALI OBBLIGATORIE ED INCIDENZA DEI DANNI AllA SALUTE DA ESSI PROVOCATI.

Presentata interrogazione a risposta scritta su vaccinazioni neonatali obbligatorie ed incidenza dei danni alla salute da essi provocati

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Atto CameraInterrogazione a risposta scritta 4-14586presentato daZACCAGNINI Adrianotesto diVenerdì 21 ottobre 2016, seduta n. 696

  ZACCAGNINI. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:
in Italia, secondo il «nuovo calendario delle vaccinazioni obbligatorie e raccomandate per l’età evolutiva», introdotto dal decreto ministeriale 7 aprile 1999, le vaccinazioni obbligatorie sono quattro e riguardano l’antidifterite, l’antitetanica, l’antipoliomielite e l’antiepatite virale B;
in questi giorni, è oggetto di discussione il piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018 per il quale sembra essere prevista l’introduzione di un maggiore numero di vaccini obbligatori quali: anti rotavirus, anti herpes zoster, anti varicella, anti meningococco b e anti pneumococco; le vaccinazioni si aggiungerebbero alle 4 già obbligatorie previste dal decreto ministeriale e dal piano sanitario nazionale 1998-2000;
le vaccinazioni sono state e saranno sempre fondamentali per la tutela della salute e l’avanzamento della ricerca medico/scientifica; tuttavia, soprattutto nell’ambito delle vaccinazioni pediatriche, negli ultimi anni sono state numerose le sentenze che hanno avuto ad oggetto i danni da esse derivati;
nel rapporto Osmed di Aifa sono calcolati 7.892 effetti collaterali dovuti ai vaccini. Si dice poi che «analogamente agli anni precedenti, circa un terzo, il 32 per cento, delle segnalazioni è stato definito grave». Nel rapporto Osmed si nota che l’80 per cento degli effetti collaterali avviene sotto i due anni di età;
nel 2014, i casi di reazioni avverse sono stati 8.182; nel 2013: 3.727; nel 2012: 2.555; nel 2011: 2.430; nel 2003: 750. Un trend in impennata che il presidente di Aifa, Luca Pani, commenta così: «Nel 2015 è stata dedicata particolare attenzione alle attività volte a garantire maggior trasparenza e vi è più tempestività nel registrare le informazioni di farmacovigilanza»;
si precisa come lo strumento delle vaccinazioni rese obbligatorie con la previsione di sanzioni in caso di una loro mancata esecuzione, anche alla luce di recenti processi e sentenze sopra richiamate, nega per l’interrogante i princìpi della «Dichiarazione Universale dei Diritti Umani», in quanto viola la dignità della persona e la sua integrità fisica. Una decisione della Corte europea dei diritti umani, pubblicata nel 2002, afferma che in quanto trattamento sanitario non volontario, la vaccinazione obbligatoria interferisce con il diritto alla privacy così come garantito dall’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo; inoltre, la «Carta dei Diritti dell’Unione Europea», all’articolo 3, stabilisce il «Diritto all’integrità delle persona» disponendo che ogni individuo ha diritto alla proprio integrità fisica e psichica; nell’ambito della medicina e della biologia devono essere in particolare rispettati: il consenso libero e informato della persona interessata –:
se la Ministra interrogata sia a conoscenza dei fatti narrati in premessa, e se non la reputi opportuno, anche alla luce del rapporto Osmed di Aifa di cui in premessa, fornire dati che riguardino l’incidenza di danni provocati, soprattutto in ambito pediatrico, da vaccinazioni obbligatorie, chiarendone le percentuali e i rapporti di causa/effetto;
se la Ministra interrogata, nell’ambito del piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016-2018, anche alla luce di recenti fatti di cronaca inerenti al decesso della neonata di Torino dopo un ciclo di vaccinazioni, non reputi opportuno assumere iniziative affinché il servizio sanitario nazionale offra in maniera diversificata i vaccini del «pacchetto esavalente» per i neonati, arrivando alla netta distinzione nella somministrazione di vaccini, tra quelli obbligatori e quelli facoltativi.

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