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Presentata interrogazione a risposta scritta su codice di condotta del movimento 5 stelle e violazioni in esso contenute

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Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-14572

presentato da

ZACCAGNINI Adriano

testo di

Mercoledì 19 ottobre 2016, seduta n. 695

  ZACCAGNINI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro per gli affari regionali e le autonomie . — Per sapere – premesso che:
in un’intervista apparsa in data 3 ottobre 2016, sul quotidiano «il Messaggero» il presidente emerito della Corte costituzionale, professor Cesare Mirabelli, afferma l’assoluta incostituzionalità del cosiddetto «codice di condotta» sottoscritto dai candidati del Movimento cinque stelle al comune di Roma Capitale, ed in particolare dalla sindaca pro tempore, Virginia Raggi, che stabilisce una serie di prescrizioni per l’azione degli eletti nell’ambito del consiglio comunale;
tali prescrizioni – che non solo vietano i cambi di gruppo consiliare ma che, tra l’altro, assoggettano le più importanti decisioni amministrative al parere tecnico-legale dello staffdi Grillo e Casaleggio, nonché l’approvazione della scelta dei collaboratori al cosiddetto «staff dei garanti» – ad avviso del professor Mirabelli «non solo appaiono in alcuni punti bizzarre e criticabili ma sono semplicemente nulle»;
a maggior ragione appare nulla (e dunque non esigibile dinanzi a qualsiasi tribunale) la «multa» di almeno 150.000 euro in caso di inadempienza delle regole minuziose stabilite dal Movimento cinque stelle;
ciò in quanto gli eletti, come si desume dalla Costituzione, rappresentano tutto il corpo elettorale e le istituzioni in quanto tali e non hanno vincolo di mandato: in altre parole, come dice lo stesso Mirabelli, «gli elettori romani hanno scelto Virginia Raggi e non Beppe Grillo per rappresentarli»;
appare opportuno assicurare che la normativa vigente in materia di elezioni negli enti locali e di rappresentanza, soprattutto nella Capitale d’Italia, sia rispettata da tutti gli eletti a qualsiasi livello, eventualmente implementandola ove necessario –:
se non intendano assumere iniziative normative per sancire in modo esplicito la nullità di prescrizioni tendenti a condizionare il libero esercizio del mandato degli eletti. (4-14572)

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