Raffaele-De-Domicis-Corte-dei-Conti-“La nomina di De Dominicis nasce dalle relazioni della Raggi con lo studio Sammarco e questo conferma quanto grave sia la situazione del governo di Roma, ancora preda di interessi particolari e clientelari dalla destra romana. Mi auguro comunque che l’ex procuratore regionale della Corte dei Conti mantenga il suo approccio integerrimo per fare pulizia nell’amministrazione capitolina e allo stesso tempo si ricordi che nell’inchiesta di ‘affittopoli, che lui non poteva rifiutarsi di firmare, come mi rivelò in una telefonata, c’erano aspetti indiscutibilmente poco chiari e che miravano a porre il comune di Roma sotto ricatto. Questo sarebbe stato ottenuto grazie all’attività e alla pressione di una ‘monade impazzita’ della Corte dei Conti, vicina politicamente alla destra romana.La finalità era ed è vendere il patrimonio immobiliare comunale ai golosi palazzinari, rappresentando il tutto falsamente come una ‘restituzione’ ai cittadini di edifici comunali. In realtà si voleva procedere solo alla ‘valorizzazione’ forzosa ovvero alla alienazione di questi beni comuni, il tutto a prescindere dalle attività sociali attive negli spazi del comune. Già il commissario Tronca e i suoi subcommissari erano al corrente di questa situazione e credo l’ex procuratore si ricorderà che tipo di pressione indebita veniva posta dalla ‘monade impazzita’ della Corte dei Conti, come lui la definì e nei riguardi della quale non pote’ far nulla. Mi auguro De Dominicis potrà mettere un freno alla corruzione, ma senza usare questi argomenti per privatizzare il patrimonio comunale, i cittadini romani non devono ‘pagare’ i buchi di bilancio vedendosi privati di spazi sociali. I beni comuni, come in altre città già è stato fatto attraverso lo strumento degli usi civici, sono da riconoscere e non vendere, così come il principio di sussidiarietà in Costituzione deve essere applicato rigorosamente quando le attività sociali della cittadinanza romana sostituiscono il welfare comunale assente”

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