raggi“La crisi della giunta Raggi testimonia la precarietà e la fragilità della composizione della squadra del Comune di Roma. Che ormai ci sia una guerra fra bande per nomine e posizioni è evidente a tutti, questo è intollerabile per Roma che non può aspettare i conflitti da pollaio dei dirigenti grillini. Alcuni personaggi dell’era di Alemanno sono ormai parte integrante della giunta della sindaca Raggi e sarebbe necessario chiarire a questo punto come influenzano la composizione della giunta e i suoi programmi verso destra, ostacolando il lavoro e le nomine di altri assessori. La sindaca Raggi è in balia dell’incapacità grillina di costruire classe dirigente e di assolvere al proprio programma elettorale con un cronoprogramma chiaro e subito verificabile per le politiche di rilancio della Capitale. Questa è la dimostrazione del caos che il m5s farebbe andando al governo nazionale: dopo 70 giorni si dimette il ministro dell’Economia. Chissà che immagine daremmo nell’opinione pubblica internazionale e quali sarebbero i danni collaterali che il nostro paese dovrebbe rischiare di correre? I programmi politici di giustizia sociale per essere messi in campo hanno bisogno anche di affidabilità e competenza nel governare la macchina amministrativa e istituzionale, credo questa consiliatura di Roma lo dimostrerà”

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