MARTINA CHIARISCA LA PORTATA E IL SENSO DELL’ACCORDO

PRESENTATA INTERROGAZIONE PER CHIARIRE ASPETTI GIURIDICI E NORMATIVI RIGUARDO LA LIBERTÀ DI AUTOPRODURRE LE SEMENTI

seed-saver“Il recente accordo tra Assosementi e l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) non ha alcuna validità giuridica e confligge con le normative approvate e vigenti che tutelano i coltivatori nella loro attività di semina, risemina e scambio di sementi.In questo accordo si legge: “[ … ]Sul versante delle specie agrarie, ad esempio, la vendita o lo scambio di granella non certificata uso seme, oltre a costituire violazione della normativa sementiera,[ …]” e “[…]Nel settore sementiero orticolo, invece, è crescente il diffondersi di pratiche illegali quali la riproduzione vegetativa a mezzo talea o stubs […]”. I contadini non possono essere oggetto di intimidazione o repressione se auto-producono e riseminano le proprie sementi o le scambiano consapevoli dell’enorme ricchezza di biodiversità che gli è stata trasmessa dalle generazioni passate nei millenni, con sapiente opera di selezione, scelta di sementi adatte ad ogni particolare ambiente e appunto scambio di sementi fra coltivatori. L’accordo che ASSOSEMENTI ha proposto ad una istituzione pubblica si fonda sulla base di un presupposto giuridicamente inesistente: nessuna legge italiana vieta la risemina di varietà certificate, quindi non esiste il presupposto della falsificazione per la granella scambiata tra contadini. La legislazione sementiera italiana protegge le industrie sementiere nella commercializzazione di sementi certificate e cartellinate con una serie di disposizioni che le industrie sementiere debbono rispettare, molte di queste disposizioni però per volere delle industrie stesse sono sottoposte solo all’autocertificazione, quindi le imprese sementiere, ad esempio, guardino in casa loro, chi acquistando sementi non imballate sul mercato mondiale, cartellina in Italia in modo forse fraudolento e mette in commercio sementi certificate di dubbia origine.L’Italia, come la UE, ha ratificato e poi legiferato per l’applicazione del Trattato internazionale delle risorse genetiche per l’agricoltura e l’alimentazione dove gli articoli 6 e 9 riconoscono il diritto degli agricoltori di scambiare e vendere, oltre che seminare e riseminare, le proprie sementi “[…]e altro materiale di moltiplicazione”.
In conclusione, non sono i contadini ad avere pratiche illegali. Il Ministro Martina chiarisca la fonte giuridica, il senso e la portata di tale accordo oltre ad imporre anche ad ASSOSEMENTI
il rispetto della legislazione nazionale e dei trattati internazionali che proteggono il diritto degli agricoltori.Ricordiamo che nessuno può entrare nei campi senza un mandato ,tantomeno un’impresa sementiera, ne’ indagare sulla natura della granella che si vende fra contadini.
I contadini sono liberi di utilizzare , e continuare ad utilizzare, le sementi che producono per la
semina e ri-semina nei campi che lavorano e di scambiare queste sementi prodotte con
altri contadini. Presenterò lunedì’ un’interrogazione affinché si faccia definitivamente chiarezza riguardo gli aspetti giuridici e normativi.”

Fonte accordo:
(http://www.sementi.it/comunicato-stampa/431/sottoscritto-accordo-icqrf-per-combattere-illegalita-settore-sementiero)

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