“Interpellanza su terremoto Castel San Giorgio, correlazione fra rischi sismici ed il progetto di impianto pilota di centrale geotermica, emanazione delle linee guida nazionali e zonizzazione”

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terremoto-lazio

Atto Camera

Interpellanza 2-01421
presentato da
ZACCAGNINI Adriano
testo di
Mercoledì 6 luglio 2016, seduta n. 648
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per sapere – premesso che:
in data 30 maggio 2016, è avvenuto un forte terremoto di magnitudo 4.1 nell’area di Castel Giorgio-Acquapendente, a cui sono seguite nelle ore e nei giorni successivi oltre 70 scosse di varia intensità. Le scosse di assestamento sono durate circa una settimana. I danni hanno riguardato alcune abitazioni e strutture varie, con la necessità di dover sfollare alcune famiglie residenti nella zona interessata dalle scosse;
la testata giornalistica «Orvieto News» all’indomani della scossa registrata il 30 maggio 2016, riportava la notizia con un articolo dal titolo: «Terremoto, a Castel Giorgio e Castel Viscardo scuole chiuse. Verifiche in tutto l’Orvietano», nel quale si descriveva come: «ORVIETO – Quadri staccati dai muri, bicchieri rotti nelle credenze, crepe lungo i muri. E gente in strada. Alle 22.25 circa di ieri sera un violento terremoto – magnitudo 4.1 con epicentro a Castel Giorgio – ha sorpreso i cittadini dell’Orvietano. La scossa registrata ad un profondità di 15 chilometri dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, è stata avvertita in maniera distinta in molti paesi limitrofi: Castel Viscardo, Ficulle, Monterubiaglio, Porano, Orvieto, Fabro, Baschi. Un enorme boato seguito poi da una violenta scossa ha tenuto paralizzati a letto molte persone, altre sono scese in strada, altre hanno dormito in macchina;
nel Lazio, la scossa è stata distintamente avvertita anche nella zona di Bolsena, a Grotte di Castro e Acquapendente;

centrali_geotermiche_amiatasui social, già dai ieri sera, ha cominciato a impazzare la polemica per il progetto legato alla geotermia da realizzare nei pressi a dove si è verificato l’epicentro del sisma. Una notizia che senza dubbio creerà non poche frizioni vista anche l’imminenza della tornata elettorale del 5 giugno per il rinnovo del consiglio comunale. Proprio per stasera il Coordinamento dei comitati dell’Orvietano, Tuscia e lago di Bolsena aveva convocato un incontro con i candidati sindaci di Castel Giorgio ed Acquapendente, i due paesi più sottoposti alla problematica geotermia, per la sottoscrizione di un impegno a contrastare questa scelta. Nelle prossime ore nuovi aggiornamenti»;

il vicepresidente della regione Fabio Paparelli recatosi nella mattinata di martedì 31 maggio a Castel Giorgio, per fare il punto sul sisma che ha interessato l’area dell’Orvietano, con un’ulteriore sensibile replica del fenomeno sismico ha dichiarato: «Ho voluto recarmi nella zona interessata dal sisma per verificare direttamente e personalmente i danni causati, ma anche per essere vicino alle popolazioni ed agli amministratori locali. A tutti ho annunciato che al più presto la Regione Umbria inoltrerà al governo una precisa e dettagliata relazione relativa ai danni causati dal sisma, sulla base della quale richiederemo lo stato di calamità naturale»;
il comitato «Sos Geotermia aderente alla Rete nazionale», NoGesi Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica, Speculativa e Inquinante», da sempre attivo sul territorio, ha diramato attraverso il proprio portale web ed alcuni organi di stampa la seguente dichiarazione: – «Oltre 30 scosse in due giorni: altre trivelle diminuiranno o aumenteranno i rischi ? Lunedì 30 maggio sera una forte scossa, di 4.1 gradi di magnitudo, ha causato allarme e paura in tre regioni, Umbria, Toscana e Lazio, ricordando a chi spesso lo dimentica, che ci troviamo in una zona sismica peraltro ricca di fabbricati storici e paesi antichi di certo non costruiti per sostenere terremoti. La scossa più forte fa parte di uno sciame che in due giorni, lunedì 30 e martedì 31 maggio, ha già dato oltre trenta sismi e che si va manifestando spostandosi verso nord-ovest, in direzione Val di Paglia/Amiata. A Castel Giorgio, epicentro delle scosse più forti, è in iter autorizzativo il permesso di ricerca finalizzato ad una centrale pilota da parte della società ITW-LKW Geotermia Italia e, sovrapponendo la mappa della concessione con gli epicentri, si nota proprio una sinistra coincidenza dei luoghi. Sarebbe troppo facile dire oggi che bisogna stare molto attenti ad autorizzare impianti geotermici in queste zone, ma noi, come comitati, sono ormai anni che cerchiamo di fare informazione sui rischi da sismicità indotta e siamo spesso stati accusati di fare allarmismo. Ma la realtà ha la testa dura e, nonostante l’opera tranquillizzante di molti – interessati ai progetti –, la verità che realizzare impianti in queste zone è una follia torna prepotentemente alla ribalta. Può un territorio con questa sismicità tollerare ulteriori stimolazioni – estrazioni e re-iniezioni –  ? Noi siamo certi di no. Anche per questo non possiamo che ribadire la contrarietà più netta alla realizzazione di altre centrali geotermiche e la moratoria per tutti gli impianti inquinanti e speculativi esistenti»; anche il «Coordinamento Associazioni Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena» è intervenuto sulla vicenda; si legge sul sito «L’informazione del lago di Bolsena – Radiogiornale (www.readiogiornale.info) che: «Si è tenuta giovedì 30 maggio a Castel Giorgio una riunione di tutti i candidati sindaci ai comuni di Castel Giorgio e Acquapendente, i due centri più colpiti dal terremoto e dallo sciame sismico in atto. In entrambi i comuni è stato presentato un progetto di sfruttamento geotermico che prevede un’attività estrattiva che crea certamente eventi sismici, in una zona già ad alto rischio sismico, ma anche il pericolo concreto di possibile inquinamento di acque e di seri incidenti con fuoriuscita di gas velenosi. Le vive preoccupazioni sollevate da tanti comitati di cittadini e da ben 25 sindaci della zona – sostenuti dal parere di diversi illustri scienziati – sono rimaste fino ad ora quasi del tutto inascoltate. Le autorità governative e quelle regionali – tranne una importante presa di posizione contraria da parte del Consiglio Regionale umbro, sollecitata dal Presidente della Commissione Ambiente Eros Brega – hanno fino ad ora dato ascolto ciecamente alle rassicurazioni dei tecnici di parte della società proponente. Ed è dovuto purtroppo intervenire un grave terremoto per far capire che le loro rassicurazioni non erano basate su dati scientifici seri, ma viaggiavano sull’onda di un grande affare da mandare in porto, con un interesse economico tale da prevalere su ogni considerazione di salvaguardia della salute dei cittadini. Ora il terremoto dimostra, purtroppo con enorme chiarezza, che non solo dal punto di vista della contrarietà delle popolazioni, ma proprio dal punto di vista tecnico il progetto è improponibile e pericolosissimo. Lo sciame sismico sta avvenendo quasi per intero, sia per estensione territoriale che per profondità – proprio all’interno del campo di sfruttamento geotermico individuato sull’Alfina dai progetti presentati. Proprio in quel bacino geotermico che la società proponente aveva definito del tutto sicuro ed esente da rischi. Con l’acquiescenza – ormai dimostrata sostanzialmente incompetente, ma anche sospetta – degli organi del Ministero per lo sviluppo economico, della commissione di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale e degli organi tecnici della, regione Umbria.

castel giorgioI sindaci di tutto il territorio ed i comitati hanno da anni portato numerose prove e testimonianze della pericolosità del progetto, sostenuti dalle relazioni di importantissimi scienziati, come i professori Borgia, Margottini, Quattrocchi, De Vivo, Mucciarelli e altri. Tra i migliori in campo internazionale. Ma i politici ed i tecnici pubblici, troppo sensibili alle lobbies speculative, hanno fatto finta di niente, continuando a mandare avanti l’iter del progetto. Il terremoto – ma ci voleva il terremoto ? – mostra con chiarezza la loro negligenza ed incompetenza. È necessario che la Presidente Marini – nelle cui mani è da tempo una decisione finale – la prenda ora, con coraggio, sulla base di ormai incontestabili dati tecnici e della contrarietà delle popolazioni che amministra. E finalmente respinga il progetto, come è ampiamente nei suoi poteri e nei suoi doveri. E riveda urgentemente – dopo l’attuale terremoto, ancora in corso – la improvvida decisione di declassare Castel Giorgio e Castel Viscardo da classe sismica 291 classe 3 presa nel 2012 (DGR n. 1111/2012) […]»;
ad oggi, secondo gli interpellanti, le autorizzazioni in materia di utilizzo delle tecnologie per lo sfruttamento dell’energia geotermica sono state avanzate esclusivamente per tecnologie di prima generazione che prevedono il contatto diretto fra i fluidi iniettati dalla superficie e le rocce fratturate e criticità ben maggiori rispetto alla tecnologia BHE, la quale estrae dal giacimento solo calore, attraverso circuiti a tubo chiuso, che non «muovono» in alcun modo i fluidi geotermici, assicurando così l’assoluta assenza di emissioni e di scorie;
secondo gli interpellanti risultano fondati i fortissimi dubbi, già esposti nell’interpellanza 2-01170 presentata dal primo firmatario del presente atto, il 23 novembre 2015, riguardo alla correttezza e alla professionalità coi quali si sono conseguiti i risultati scientifici riguardo la sicurezza sismica del territorio e della zona dell’altopiano dell’Alfina –:
se i Ministri interpellati siano a conoscenza dei fatti narrati in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intendano intraprendere a riguardo;
se i Ministri interpellati non reputino opportuno, vista la mancanza della zonizzazione e delle linee guida nazionali da parte del Governo (alla cui elaborazione le commissioni VIII e X della Camera hanno impegnato il Governo con la risoluzione del 15 aprile 2015) la cui assenza permette istanze su territori con sismotettonica fragile come nel caso di Castel Giorgio, velocizzare la procedura per la definizione delle citate linee guida da tempo attese;
se i Ministri interpellati non stiano considerando la necessità di assumere iniziative per prevedere per il nostro Paese esclusivamente l’utilizzo delle tecnologie maggiormente rispettose delle risorse naturali per lo sfruttamento dell’energia geotermica, quali appunto gli impianti di terza generazione Borehole Heat Exchangers – BHE citati in premessa;
se il Ministro dello sviluppo economico non ritenga di dover rivedere il percorso autorizzativo degli impianti più a rischio (in particolare quello di Castel Giorgio);
se il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca intenda verificare in che modo abbia operato l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel valutare gli effetti sismici che interventi come quelli descritti in premessa possano avere sul territorio.
(2-01421) «Zaccagnini, Melilla, Kronbichler».

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