INTERROGAZIONE IN COMMISSIONE, PER RICHIEDERE UN’ ETICHETTA DISTINTIVA E TRASPARENTE CHE INDICHI L’OLIO PRODOTTO NEI FRANTOI

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Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-08995

presentato da

ZACCAGNINI Adriano

testo di

Venerdì 24 giugno 2016, seduta n. 641

ZACCAGNINI e MELILLA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
l’Aifo, l’Associazione Italiana Frantoiani Oleari, ha appena raggiunto un accordo con la grande distribuzione affinché l’olio di frantoio arrivi sugli scaffali dei supermercati con una precisa etichetta distintiva;
in data 20 maggio 2016 il quotidiano «La Repubblica» pubblicava un articolo a firma di Rosaria Amato, dal titolo «L’olio di frantoio arriva al supermercato» nel quale si descriveva come: «[…]Siamo noi il vero made in Italy» «Dalla prossima campagna accanto ai vari oli “da olive europee” debutterà dunque l’etichetta dell’olio extravergine artigianale di frantoio, pensata per rendere chiaro sugli scaffali dei supermercati le caratteristiche del prodotto. Del progetto si discute il 20 e il 21 a Montefiascone (Viterbo), in occasione del Congresso che celebra i 20 anni dell’Aifo. “Abbiamo una tavola rotonda con i rappresentanti della Gdo (grande distribuzione organizzata, ndr.) per definire meglio le condizioni. Non vogliamo scontrarci con i produttori industriali, vogliamo soltanto che le differenze siano chiare e che il consumatore sia libero di scegliere consapevolmente”, dice il presidente di Aifo Piero Gonnelli. La definizione di olio extravergine d’oliva è davvero troppo poco, afferma l’Aifo. “Le condizioni igienico sanitarie, il sistema di controlli e i costi di produzione in molti Paesi dai quali importiamo olio – osserva Gonnelli – sono profondamente diverse rispetto a quanto avviene in Italia”. E di quest’olio importato in Italia ne arriva molto: nel 2015, 599.600 tonnellate per un valore di 1,8 milioni di euro, il 22,6 per cento in più rispetto al 2014, con un aumento del 245 per cento rispetto all’import dalla Tunisia, seguita da Marocco e Grecia. “Noi frantoiani – conclude Gonnelli – siamo il baluardo dell’olio Made in Italy, siamo gli unici a produrlo utilizzando soltanto materia prima nazionale e metodi tradizionali che assicurano un alimento buono e sano. Chiediamo pertanto una normativa che riconosca la centralità dei frantoi nella filiera produttiva dell’olio, che faccia chiarezza sulla provenienza e consenta ai consumatori di distinguere il prodotto artigiano dei nostri frantoi rispetto al resto della produzione”»;
l’olio artigianale vale il 26 per cento del mercato, ma la distribuzione in effetti rappresenta il punto debole della produzione dei frantoi, che stenta ad arrivare in modo comodo al consumatore. E un’etichetta dettagliata certo giustificherebbe ampiamente le differenze di prezzo: un olio extravergine con olive di provenienza straniere al supermercato può costare anche 5 euro, ma un olio extravergine di frantoio, assicurano i produttori, non può costare meno di 8 euro al litro. In Italia esistono quasi 5000 frantoi, con 43 marchi dop e igp. La maggioranza si trova in Puglia, seguita da Calabria, Sicilia, Toscana e Campania. I produttori aspirano a uscire definitivamente dalla «nicchia», sottolinea il direttore Aifo Giampaolo Sodano: «Non solo non funziona, ma crea un indebito vantaggio ai prodotti speculativi dell’industria che, sfruttando le virtù e le qualità dei prodotti artigianali, ne hanno capitalizzato gli aspetti qualitativi, assumendone spesso i connotati, e vincendo la partita sul piano economico»;
la presenza dell’annata di produzione o campagna olearia, è garanzia che l’olio che stanno consumando proviene solo da olive spremute quell’anno, escludendo quindi olio vecchio. Inoltre, non applicandosi l’obbligatorietà alle miscele di oli comunitari, l’anno di produzioni sarà probabilmente molto più legato al mondo della produzione che non a quello dell’imbottigliamento e dell’industria olearia –:
se il Ministro interrogato reputi opportuno fare proprie richieste dell’Aifo, l’Associazione italiane frantoiani oleari, affinché l’olio di frantoio arrivi sugli scaffali dei supermercati con una precisa etichetta distintiva e trasparente per evitare inganni e frodi a danno dei consumatori e delle aziende;
se il Ministro interrogato non reputi opportuno farsi portavoce, in sede europea dell’esigenza che la legislazione, per quel che concerne l’etichetta degli alimenti, si orienti verso modifiche che siano il più possibile chiare ed esplicative, sia per tutelare i prodotti artigianali made in Italy, sia per incentivare un consumo consapevole rispettando il diritto dei cittadini ad essere informati. (5-08995)

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