stop-ttip“Il nuovo ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda come suo primo atto sostiene che la Commissione europea debba ratificare l’accordo con il Canada, il Ceta, e il Ttip senza passare attraverso i Parlamenti degli Stati membri. Un modo per impedire ai Parlamenti nazionali di avere voce in capitolo e per sostenere le gradi multinazionali. La posizione del governo del nostro Paese è incomprensibilmente, visto che il trattato di libero scambio commerciale con gli Usa penalizza settori strategici per l’Italia come l’agricoltura, la cultura e i servizi pubblici.La posizione di Calenda, e’ gravissima ed è sintomatica del fatto che c’è una certa paura da parte dei tecnocrati non eletti a far esprimere democraticamente i parlamentari dei Paesi europei. La paura è quella che alcuni Paesi non ratifichino questi trattati, perché considerati una minaccia al welfare europeo, ai diritti socio-economici, alle produzioni di qualità e individuandoli come una restrizione della democrazia. Il ministro Calenda dovrebbe invece fare il contrario sollecitando la massima partecipazione degli Stati nazionali e dei suoi Parlamenti al processo decisionale, in particolare nel caso della ratifica di trattati così importanti e allo stesso così potenzialmente pericolosi”

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