Pesticidi Ho presentato una proposta di legge su ‘Disposizioni in materia di concentrazione dei residui chimici dei pesticidi’ per vietare l’uso di pesticidi in aree sensibili (parchi, scuole, ospedali,etc), regolamentarne l’uso in modo da tutelare la salute della popolazione nelle aree agricole e determinare un Limite Massimo di Residuo (LMR) che tenga comunque conto dei possibili effetti cumulativi, additivi e sinergici tra le varie sostanze.

pesticidi

 

 

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IL TESTO DELLA PROPOSTA DI LEGGE:  ( visibile anche dal sito della Camera dei Deputati clicca qui

PROPOSTA DI LEGGE
d’iniziativa del deputato ZACCAGNINI
Disposizioni in materia di concentrazione dei residui chimici dei pesticidi

ONOREVOLI COLLEGHI ! — Con la presente proposta di legge si interviene su un tema molto delicato, quello dei danni prodotti dalle sostanze chimiche tossiche, usate nell’agricoltura convenzionale e nella manutenzione del verde pubblico, sulla salute umana e sull’ambiente. Sono ormai molteplici gli studi in materia che mettono in evidenza quanto queste sostanze siano dannose per l’ambiente, per gli animali e per la salute degli uomini. I pesticidi sono usati per combattere gli insetti che potrebbero produrre danni alle produzioni agricole, nonché durante la conservazione dei prodotti alimentari nei grandi magazzini o nei silos. Ma il problema è che tali sostanze finiscono per trasferirsi sulle tavole dei consumatori. In materia esistono norme che fissano le dosi massime consentite dei residui di pesticidi negli alimenti. Questo principio non si basa su solide basi scientifiche ed è messo in discussione dagli esperti del settore che denunciano che i parametri di riferimento non tengono conto degli effetti a lungo termine dei pesticidi, né di cosa possa accadere in caso di accumulo di queste sostanze nell’organismo umano. Sostanzialmente si definisce una soglia di pericolo ma non si tiene conto dell’accumulo di tali residui nel lungo periodo nell’organismo umano. Nella biosfera vengono immesse circa 4-5 milioni di tonnellate di pesticidi , soltanto in Italia, ogni anno se ne impiegano 175.000 tonnellate, circa 3 kg a testa, oltre il 30% di tutto il consumo europeo. La quantità di residui riscontrata nel cibo deve essere sicura per i consumatori ed essere la più bassa possibile. Un limite massimo di residuo (LMR) è il livello più alto di residuo per un pesticida legalmente tollerato negli alimenti o nei mangimi. La Commissione europea stabilisce gli LMR per tutti gli alimenti e i mangimi. Le disposizioni applicabili prima del 1° settembre 2008 erano complesse. Il nuovo regolamento si applica a tutti i prodotti agricoli destinati al consumo umano o animale. Sono elencati gli LMR di 315 prodotti freschi; questi limiti sono validi anche per gli stessi prodotti dopo la trasformazione, adeguati per tenere conto dei fattori di diluizione o concentrazione durante le operazioni di trasformazione. Il regolamento si applica ai pesticidi utilizzati attualmente, o in passato, sia nell’UE che in paesi terzi (circa 1 100). Per gli LMR di pesticidi non menzionati specificatamente si applica un valore generale di 0,01 mg/kg. Il regolamento riguarda la sicurezza di tutti i gruppi di consumatori e include, tra gli altri, neonati, bambini e vegetariani. Della valutazione della sicurezza dei consumatori si occupa l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), basandosi sulla tossicità dei pesticidi, sui livelli massimi previsti sugli alimenti e sui diversi regimi alimentari dei consumatori Il regolamento definisce chiaramente il ruolo svolto da Stati membri, EFSA e Commissione nello stabilire gli LMR, e riporta: (1) gli LMR per l’UE (circa 45 000) già in vigore prima del settembre 2008; (2) gli LMR appena armonizzati, e stabiliti in precedenza dagli Stati membri (circa 100 000); (3) un elenco di sostanze a basso rischio, per le quali non sono necessari gli LMR. L’EFSA, L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ed i suoi partner europei hanno fatto un grande passo in avanti per quanto riguarda la valutazione dei rischi cumulativi derivanti dall’esposizione ai pesticidi. È stato infatti messo a punto uno strumento informatico per effettuare valutazioni dell’esposizione per più pesticidi insieme. Attualmente, con l’ausilio di questo strumento, si stanno eseguendo valutazioni dell’esposizione cui sono soggetti i consumatori in uno studio pilota su gruppi di pesticidi che possono compromettere la funzionalità della tiroide e del sistema nervoso. I risultati di tali valutazioni saranno pubblicati entro la fine di quest’anno e verranno presi in considerazione dall’EFSA nella redazione di due relazioni scientifiche sulle valutazioni del rischio cumulativo per la tiroide e il sistema nervoso, che l’Agenzia pubblicherà nel 2017. In una prospettiva a lungo termine l’EFSA spera d’iniziare a integrare progressivamente valutazioni del rischio cumulativo ad alto livello nella sua analisi annuale dei rischi cronici e acuti che i pesticidi comportano per i consumatori. Quando si esegue un trattamento fitosanitario soltanto una parte esigua della miscela contenente la sostanza attiva raggiunge il bersaglio, mentre il resto viene disperso nell’ambiente .Nel merito della domanda relativa alle distanze di sicurezza per il rischio di contaminazione, va precisato che qualcosa in merito lo si ritrova solo nel Regolamento (CE) n. 889/2008 inerente la produzione biologica, che fra l’altro, non indica una distanza specifica di sicurezza; l’articolo 63 — Regime di controllo e impegno dell’operatore – del Titolo IV – Controlli – Capo I – requisiti minimi di controllo – fa, infatti, riferimento alle misure precauzionali da prendere per ridurre il rischio di contaminazione da parte di prodotti o sostanze non autorizzati e misure di pulizia da prendere nei luoghi di magazzinaggio e lungo tutta la filiera di produzione dell’operatore; in concreto, nel caso in cui gli appezzamenti coltivati secondo il metodo biologico siano contigui a coltivazioni convenzionali (possibili fonti di inquinamento per fenomeni di deriva) spetta all’agricoltore che produce in biologico adottare misure precauzionali (quali la predisposizione di barriere sui confini a rischio e/o fasce di rispetto) per ridurre il rischio di contaminazione da parte di prodotti o sostanze non autorizzate dai disciplinari tecnici. Dunque una normativa che si presenta alquanto debole per quel che concerne il biologico sul fronte dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari è del tutto assente la previsione di una distanza di sicurezza ben definita; Con la presente proposta di legge chiediamo l’immediata introduzione del limite della sommatoria dei residui di pesticidi negli alimenti tenendo altresì conto degli effetti a lungo termine, ma non solo di introdurre distanze di sicurezza, idonee affinché non avvenga contaminazione. La presente proposta di legge consta di 5 articoli. L’articolo 1 illustra le finalità della proposta che è è finalizzata alla tutela della salute umana, della salute alimentare, dell’ambiente naturale, dell’ambiente acquatico e delle acque potabili, della biodiversità, degli ecosistemi, delle attività agricole e dei consumatori, nonché alla riduzione del rischio idrogeologico e alla promozione dell’uso di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici, di prodotti tossici e di soluzioni saline di qualsiasi genere nelle operazioni di gestione della vegetazione. L’articolo 2 introduce disposizioni a tutela delle aree sensibili. Nelle aree agricole, adiacenti alle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, quali abitazioni private, orti privati, parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno con plessi scolastici, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie, è vietato l’utilizzo, a distanze inferiori di 30 metri dai confini di proprietà, di tutte le tipologie di prodotti fitosanitari (pesticidi e diserbanti). Inoltre, qualora l’utilizzo di prodotti fitosanitari avvenga su strade interpoderali che consentono l’accesso ad abitazioni o terreni privati, è fatto obbligo per gli operatori di prodotti di cui al comma 1 di comunicare, almeno 24 ore prima, l’avvio del trattamento e predisporre adeguate barriere contenitive. L’articolo 3, invece, riguarda misure per la sicurezza alimentare. Per garantire la sicurezza alimentare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, sentite le Commissioni parlamentari competenti, emana un Decreto legislativo volto a disciplinare la presenza massima e simultanea di più sostanze attive a carattere fitosanitario o pesticida nello stesso campione alimentare, sulla base delle seguenti indicazioni:a) la valutazione degli effetti derivanti da un’esposizione contemporanea a più sostanze chimiche; b) la determinazione di un Limite Massimo di Residuo (LMR) pari a …… e che tenga comunque conto dei possibili effetti cumulativi, additivi e sinergici tra le varie sostanze. Per rafforzare l’ambito applicativo della presente proposta, l’articolo 5 introduce un quadro sanzionatorio. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 2 comporta la sospensione a tempo determinato per tre mesi consecutivi del certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo di cui all’articolo 9 del Dlgs. 14 agosto 2012, n. 150. Se la violazione è reiterata il certificato è revocato a tempo indeterminato. Infine, l’articolo 6 reca una clausola di invarianza finanziaria trattandosi di disposizioni che non hanno impatto sulla finanza pubblica.

Art. 1.

(Finalità).
1. La presente legge è finalizzata alla tutela della salute umana, della salute alimentare, dell’ambiente naturale, dell’ambiente acquatico e delle acque potabili, della biodiversità, degli ecosistemi, delle attività agricole e dei consumatori, nonché alla riduzione del rischio idrogeologico e alla promozione dell’uso di tecniche alternative all’impiego di prodotti chimici, di prodotti tossici e di soluzioni saline di qualsiasi genere nelle operazioni di gestione della vegetazione.

Art.2.
(Tutela delle aree sensibili)
1. Nelle aree agricole, adiacenti alle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili, quali abitazioni private, orti privati, parchi e giardini pubblici, campi sportivi, aree ricreative, cortili e aree verdi all’interno con plessi scolastici, parchi gioco per bambini, superfici in prossimità di strutture sanitarie, è vietato l’utilizzo, a distanze inferiori di 30 metri dai confini di proprietà, di tutte le tipologie di prodotti fitosanitari (pesticidi e diserbanti).
2. Non è prevista alcuna deroga anche nel caso in cui l’utilizzo dei prodotti di cui al comma precedente avvenga in coltivazioni all’interno di serre agricole.
3. Qualora l’utilizzo di prodotti fitosanitari avvenga su strade interpoderali che consentono l’accesso ad abitazioni o terreni privati, è fatto obbligo per gli operatori di prodotti di cui al comma 1 di comunicare, almeno 24 ore prima, l’avvio del trattamento e predisporre adeguate barriere contenitive.
4. Nelle strade interpoderali di transito verso abitazioni private non è comunque possibile utilizzare prodotti fitosanitari che indicano in etichetta un tempo di rientro in campo.
5. Qualora ai lati delle stradine interpoderali le coltivazioni avvengono in serre agricole, queste devono rimanere sempre ermeticamente chiuse per evitare l’effetto deriva. Le serre agricole devono essere posizionate ad almeno 5 metri dalle stradine interpoderali.
6. Le Autorità pubbliche competenti provvedono entro 3 mesi dall’entrata in vigore della presente legge, con propri atti o provvedimenti, ad adeguare le disposizioni di cui al Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari con quanto disposto al comma precedente.

Art. 3.
(Tutela della sicurezza alimentare)
1. Per garantire la sicurezza alimentare, entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e il Ministero della Salute, sentite le Commissioni parlamentari competenti, emana un Decreto interministeriale volto a disciplinare la presenza massima e simultanea di più sostanze attive a carattere fitosanitario o pesticida nello stesso campione alimentare, sulla base delle seguenti indicazioni:
a) la valutazione degli effetti derivanti da un’esposizione contemporanea a più sostanze chimiche;
b) la determinazione di un Limite Massimo di Residuo (LMR) che tenga comunque conto dei possibili effetti cumulativi, additivi e sinergici tra le varie sostanze.

Art. 4
(Sanzioni)
1. La violazione delle disposizioni di cui all’articolo 2 comporta la sospensione a tempo determinato per tre mesi consecutivi del certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo di cui all’articolo 9 del Dlgs. 14 agosto 2012, n. 150. Se la violazione è reiterata il certificato è revocato a tempo indeterminato.

Art. 5
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. All’attuazione della presente legge le Amministrazioni competenti provvedono nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali previste a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

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