whistleblowing “Oggi il Pd rincorre il m5s sul terreno del giustizialismo con l’introduzione di una norma a favore del sistema della delazione (whistleblowing) per agevolare denunce e segnalazioni di irregolarità e reati nel settore pubblico e privato. E’ la cultura del sospetto , di cui il m5s è il primo alfiere ad averne beneficio e a guadagnare campo nella nostra società. Ma la contraddizione più forte è come il M5S, mentre in Aula propone provvedimenti intrisi di una matrice culturale giustizialista e legalistaria, vista anche la ‘taglia-premio’ per i segnalatori che proponeva nella pdl originaria, al suo interno non pratica la tutela dei whistleblowers. Anzi, coloro che segnalano irregolarità nell’applicazione del regolamento interno m5s, per fare un esempio nello specifico le procedure disapplicate riguardo le tantissime espulsioni arbitrarie di attivisti, non sono tutelati. Al contrario vengono indicati come persone scomode e da eliminare successivamente. Si dovrebbe notare, inoltre, come la vicenda della sindaca di Quarto Capuozzo sia emblematica per capire il comportamento del m5s in questo campo. Il suo è un caso di whistleblowing non tutelato dal m5s, la sindaca infatti denuncia pressioni e irregolarità, ma il m5s fa il contrario di quello che propone in Aula e, invece che tutelare e sostenere il suo sindaco whistleblower, la scarica per ritorni mediatici. In definitiva il m5s non pratica al suo interno ciò che propone e cerca di insinuare la cultura del sospetto nei vari settori della società italiana. La maggioranza e il Pd di certo non brillano rincorrendo i grillini sul terreno del giustizialismo e anzi avallano norme, che anche se mitigate, sono figlie di una matrice culturale estranea alla cultura democratica italiana.”

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