ulivo_albero “Il fatto che i ceppi di Xylella siano nove, e non uno solo come il dott. Boscia ha spesso sostenuto, evidenzia gravissime alterazioni dei risultati scientifici. La Xylella, quindi, si trova in Salento da almeno vent’anni e lo stato di emergenza ormai è lecito pensare sia stato costruito ad arte da politici ed esperti con forti interessi speculativi da coltivare. Creando l’emergenza, dando la colpa ad un’invasione improvvisa di Xylella e sapendo che il livello politico europeo non avrebbe fatto altro che metterci in quarantena, si sta tentando di eradicare intere zone del Salento per costruire centri commerciali o villaggi turistici, espiantare vecchi uliveti poco curati per coltivazioni annuali o nuovi impianti superintensivi di ulivi sul modello spagnolo o addirittura ulivi Ogm come in California, grazie anche alla compiacenza di alcune associazioni di categoria che puntano solo agli indennizzi.Nonostante la Regione Puglia abbia elargito per anni i fondi Pac della condizionalita’ nessuno ha controllato come e se venissero spesi i soldi per le pratiche agronomiche e si è lasciato il Salento all’incuria e alle pratiche dissennate coi pesticidi. Il ministro Martina si deve chiedere se la composizione del gruppo di esperti nominato da lui con decreto non sia stato semplicemente avallare un lavoro scientifico che era evidentemente insufficiente e ottusamente e forse colpevolmente promotore dello stato di emergenza.Per di più Martina non ha sostenuto la ricerca con risorse vere o soluzioni che non avallassero l’emergenza. Il ministro ha fatto certamente errori, ma le prime responsabilità politiche sono dei politici pugliesi come Nardoni, l’europarlamentare De Castro e il senatore Stefano, che hanno cavalcato politicamente l’emergenza fino allo stop dato dall’elezione di Emiliano. L’attuale presidente è l’unica discontinuità politica finora riscontrata e la creazione della task force scientifica lo dimostra.Come dice la Procura di Lecce “l’estirpazione delle piante non è assolutamente idonea né a contenere la diffusione dell’organismo nocivo né a impedire la diffusione del disseccamento degli ulivi”, pertanto nell’immediato accettare la convivenza con la Xylella è un approccio più sostenibile e realistico e la soluzione che si sta trovando con la ricerca sembra essere l’utilizzo dello stesso prodotto che ha dato buoni risultati contro la batteriosi del kiwi, qualche anno fa sull’orlo della scomparsa.”

Adriano Zaccagnini Commissione Agricoltura Camera dei Deputati

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