grecia“Confondere una operazione parlamentare con il lancio di un partito politico tutto da costruire non è un presupposto positivo. Partire va bene, ma sovrapporre con consapevolezza i percorsi non funziona. Non condivido le scelte fatte, senza allargare il coinvolgimento, da pochi dirigenti politici in caminetti ristretti queste settimane. A partire dalla scelta del nome. Un nome (Sinistra Italiana) che rifugge dal campo europeo, lì dove invece è più importante esserci per rinnovare la politica europea e creare alleanze transnazionali. Queste dinamiche sono troppo vicine ad un’operazione di riproposizione di ceto politico escluso dall’Italicum. Sono qui al teatro Quirino per ascoltare e verificare nei prossimi giorni l’innovazione tanto attesa, è sempre necessario per non avere posizioni pregiudiziali. Ma stare in mare aperto dovrebbe portare molti attivisti e militanti a rimettere in discussione tante cose che nella Sinistra non hanno funzionato e non funzionano. Senza questa spinta popolare vecchie volpi della ‘sinistra perdente’ avranno la meglio. La sfida è creare vera partecipazione con nuovi strumenti, altrimenti lo spazio di dibattito politico sarà assente, relegato a pochi intimi, di certo troppo piccolo per fare una politica che non sia di testimonianza”.

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