Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10792
presentato da
ZACCAGNINI Adriano
testo di
Lunedì 19 ottobre 2015, seduta n. 505

CELLA

 ZACCAGNINI. — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:

da notizie stampa, si apprende che, in data 25 Settembre 2015, un ragazzo di 29 anni è stato trovato morto in una cella del carcere di Pesaro;
il suo nome era Anas Zamzami, da tutti conosciuto come «Eneas», detenuto per il reato di falsa identità e resistenza a pubblico ufficiale, reati commessi nel 2011, e in relazione ai quali doveva scontare dodici mesi di reclusione;
nonostante quanto previsto dalla legge 26 novembre 2010, n. 199, recante «Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori a diciotto mesi», Eneas scontava la pena nell’istituto e già da 5 mesi;
la versione della C.C. di Villa Fastigi è che il decesso sia avvenuto per suicidio; per i familiari e gli amici di Eneas le dinamiche dei fatti risultano invece poco chiare;
peraltro, a seguito di relativa istanza del giugno 2015, il 21 ottobre avrebbe avuto luogo l’udienza per l’esecuzione pena presso il domicilio;
attualmente sono in corso indagini per istigazione a suicidio;
rispetto alla drammatica vicenda di Eneas, il Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) ha dichiarato: «L’ennesima tragedia, il suicidio di un uomo nemmeno trentenne con trascorso importante di tossicodipendenza e problemi di natura psichiatrica, ripropone la questione del se può il carcere farsi carico della missione risocializzante quando il soggetto cui si rivolge non è in grado di comprendere né il disvalore delle proprie condotte né recepire le azioni di sostegno»;
a parere di chi lo conosceva, Eneas non aveva avuto un «trascorso importante di tossicodipendenza», né problemi psichici – sicuramente non ne aveva prima di entrare in carcere;
dai rapporti con i familiari, dalle visite in carcere e dalle comunicazioni epistolari con l’esterno, non sembra che Eneas non fosse in grado di comprendere «il disvalore delle proprie condotte né recepire le azioni di sostegno»;
come riferito anche nei rapporti sulle condizioni di detenzione dell’associazione Antigone in relazione alla casa circondariale di Pesaro, appare evidente come le condizioni dei detenuti siano al limite: celle progettate per una persona in cui ne risiedono due, spazi comuni insufficienti come numero e dimensioni e carenza di personale;
a parere dell’interrogante, tali condizioni di detenzione non possono non apparire disumane e, dunque, in grado di compromettere la salute psicofisica di quanti si trovano a contare la pena in tale istituto;
come riferito anche da notizie stampa, Eneas si lamentava delle condizioni di vita all’interno dell’istituto di pena che l’avevano anche portato ad una significativa perdita di peso e di fiducia verso chi lo circondava;
Eneas si trovava in Italia dall’età di sei anni e aveva frequentato le scuole pubbliche italiane, riuscendo ad ottenere dopo anni la cittadinanza italiana proprio il giorno del suo arresto, motivo peraltro l’aveva portato – il giorno dell’arresto, nel 2011 – a dare una falsa identità e ad opporsi alle forze dell’ordine –:
di quali informazioni disponga il Ministro interrogato circa i fatti riferiti in premessa in particolare, circa le cause che hanno condotto al decesso di Eneas, e se siano state messe in atto tutte le misure preventive, anche di assistenza, previste per i detenuti cosiddetti «nuovi giunti»;
se non ritenga che l’elevato numero di suicidi in carcere dipenda dalle condizioni di sovraffollamento degli istituti di pena e dalle aspettative frustrate di migliori condizioni di vita al loro interno;
quali iniziative il Ministro interrogato intenda intraprendere al fine di scongiurare i rischi derivanti dal sovraffollamento nelle carceri e migliorare le condizioni di vita dei detenuti, con ciò riducendo l’alto numero dei suicidi in carcere;
se, più in generale, non ritenga necessario disporre un’inchiesta ministeriale sulle ragioni delle morti in carcere in tutto il territorio nazionale, inclusi i suicidi, nonché sullo stato di sovraffollamento degli istituti penitenziari. (4-10792)

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