caporalato (1)“La Rete del lavoro agricolo di qualità, che prevede l’esenzione dai controlli per le aziende aderenti con unico requisito quello di non avere subito sanzioni in precedenza (come quella dove morì la signora Paola), rischia di creare un “ombrello” protettivo sotto al quale vadano a rifugiarsi anche aziende non in regola. Tutto ciò è già stato segnalato al ministro Martina dalla Flai-Cgil al vertice del 27 agosto. Ritengo a questo punto necessario presentare un’interrogazione a risposta immediata in commissione agricoltura per avere una risposta dal governo mercoledì alle 14.
Alla rete del lavoro agricolo di qualità, all’interno del Collegato agricolo, va data una funzione non propriamente di collocamento pubblico, ma di coordinamento dei luoghi della domanda e dell’offerta, affinchè le aziende possano reperire manodopera senza l’utilizzo del caporalato.
Il testo di legge inoltre va modificato prolungando i controlli per le aziende che si iscrivono alla Rete del ministero, quantomeno per il primo anno, per verificarne l’attendibilità e va modificato in mode che l’espulsione dalla rete avvenga non appena si venga “pizzicati” con la mancanza regolare dei contratti.

Inoltre rimane aperta una questione centrale per tutta l’agricoltura, ovvero il problema del prezzo del prodotto all’origine troppo basso, che favorisce l’illegalità e la manodopera a bassissimo costo. Bisogna costringere il settore della distribuzione organizzata a rifiutare i meccanismi del caporalato e ciò vuol dire che al produttore, dal resto della filiera, debba essere pagato il giusto prezzo del suo prodotto in modo che possa assumere i lavoratori in modo regolare.”

Adriano Zaccagnini Capogruppo Sel Commissione Agricoltura Camera dei Deputati 

 

 

 

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