caporalato“Il governo deve colpire veramente il fenomeno del caporalato contro italiani e migranti e attendiamo con interesse il vertice di domani. Bisogna aumentare i controlli e mi auguro che il ministro Martina possa visitare più spesso non solo Expo, ma anche le zone interessate dai fenomeni di sfruttamento come la piana di Gioia Tauro, il Tavoliere o altri luoghi come Saluzzo, oggetto di mie interrogazioni parlamentari.Il caporalato sfrutta non solo i lavoratori italiani o in regola, ma soprattutto i migranti che, relegati in un limbo giuridico senza permesso di soggiorno, sopravvivono grazie al lavoro in nero in condizioni di moderna schiavitù. Chi denuncia deve avere una copertura, come per il racket, e per questo la nostra proposta è dare il permesso di soggiorno a chi denuncia, ciò permetterebbe lo spostamento e la protezione.
Va ricordato che vengono sistematicamente sfruttati anche coloro che godono della protezione internazionale di Ginevra per l’assenza dei controlli nel nostro paese.Chiediamo al ministro di riconoscere le organizzazioni sindacali per gli immigrati in modo che siano direttamente queste a fare la denuncia. Chiediamo di ripristinare la procedura comunitaria della direttiva 52 (disattesa in Italia dalla 109) che prevede un sistema organico di contrasto del lavoro irregolare delle persone senza permesso di soggiorno, chiediamo al governo di non voltarsi e lucrare indirettamente sulla vita di questi lavoratori, di reinvestire in questa lotta alla criminalità le tasse pagate dagli immigrati per i rinnovi dei permessi di soggiorno e chiediamo ad Orlando di inserire l’accezione di ‘particolare sfruttamento’ (non solo per pericolo di vita), in modo da mettere in condizione la magistratura di agire efficacemente. Solo se i ministri Orlando Martina e Poletti attiveranno il governo per recepire la direttiva 52 riusciranno ad intaccare l’aspetto economico derivato dallo sfruttamento dei lavoratori extracomunitari. Di certo aiuterebbe molto avere la capacità di colpire la “filiera sporca” e le aziende che beneficiano a valle dello sfruttamento dei braccianti, così come è impensabile arginare il fenomeno senza la collaborazione dei lavoratori stessi, cui deve essere garantita tutela quando denunciano i caporali, tutela che ad oggi non esiste realmente. Va ricordato inoltre che troppo spesso le condizioni di salute dei lavoratori in agricoltura sono pessime per l’elevato utilizzo dei pesticidi senza cautele, in particolare nelle serre. È ora che il ministro Martina curi maggiormente questo aspetto in coordinamento col ministero del lavoro e avrà da noi pieno sostegno.”

Adriano Zaccagnini capogruppo Sel Commissione Agricoltura Camera dei Deputati

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