Interrogazione su “registro parallelo” ‪#‎Agea‬ e la richiesta di decurtazione finanziaria per la ‪#‎Pac‬ di ben 388.743.938 euro a causa di 11anni di gravi carenze imputate ad Agea dalla Guardia Finanza e l’Ufficio antifrode europeo.
Sostanzialmente le situazioni opache invece che essere approfondite sono state lasciate in un angolo nascosto del Sian (sistema informatico agricolo nazionale), lasciando che finissero in prescrizione.

pac

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-05911
presentato da
ZACCAGNINI Adriano
testo di
Martedì 30 giugno 2015, seduta n. 451

ZACCAGNINI e FRANCO BORDO. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali . — Per sapere – premesso che:
in data 9 giugno, 2015, l’agenzia stampa Ansa riportava la seguente notizia: «L’Italia rischia di perdere 389 milioni di aiuti comunitari per l’agricoltura»;
la Commissione europea ha proposto una «rettifica finanziaria», ossia una perdita di risorse da compensare nel periodo di programmazione 2014-2010, il cui importo è di 388.743.938 milioni di euro a causa di 11 anni di «gravi carenze» contestate all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, Agea, la quale gestisce le risorse economiche degli aiuti comunitari della Politica Agricola Comune, PAC, che ammontano a circa 7 miliardi di euro annui;
tutto parte grazie a un’indagine della Guardia di finanza e dell’Ufficio antifrode europeo, Olaf, sul Sistema informatico agricolo nazionale, Sian, utilizzato per gestire tutte le operazioni relative alla PAC in Italia. Gli accertamenti hanno consentito di scoprire l’esistenza di un registro parallelo, una sorta di limbo, che in Agea era conosciuto e gestito da pochi;
la contabilità debitoria di posizioni irregolari o fraudolente legate all’uso dei fondi dell’Unione europea veniva riportata in questo registro parallelo. La pratica è andata avanti dal 1999 al 2013, fino a quando la guardia di finanza e l’Olaf hanno deciso di vederci chiaro;
le situazioni opache, invece di essere approfondite e risolte col recupero del denaro da Agea negli anni, sono state ammucchiate in un angolo nascosto del Sian, lasciando che finissero in prescrizione. Questo significa che quando l’Italia sarà chiamata dalla Commissione europea a rispondere delle somme in sede definitiva – la cifra sarà compensata con gli aiuti previsti dalla nuova programmazione 2014-2020 –, Roma potrebbe non avere posizioni su cui rivalersi per limitare il danno economico;
sulla vicenda vi è un’inchiesta della procura di Roma. I responsabili dell’ufficio monocratico di Agea che si sono susseguiti a partire dal 2008, Paolo Gulinelli, Alberto Migliorini e Concetta Loconte, quest’ultima tuttora in carica, rischiano il rinvio a giudizio per l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. I tre indagati non avrebbero controllato l’esatta contabilizzazione dei pagamenti eseguiti e avrebbero trasmesso alla Unione europea dichiarazioni relative ai conti annuali degli organismi pagatori, omettendo di informare la Commissione del numero effettivo e della reale entità delle posizioni debitorie conseguenti alle erogazioni indebitamente erogate;
la direttrice della direzione generale Agri, Christina Borchmann, in una lettera dello scorso aprile afferma che: «…date le preoccupazioni sollevate dall’audit, la dg Agri intende proporre una rettifica finanziaria relativa a tutti i debiti non recuperati anteriormente al 2010. L’importo massimo della correzione ammonta a 388.743.938 milioni, di cui 388.728.816 finanziati dal Fondo Europeo Agricolo di Garanzia, FEAGA, e 15.121 dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, FEASR…». Nella lettera si fa anche presente che per il momento non sono stati presi in considerazione anche i 152 milioni di euro delle cosiddette «banche dati non gestite», vale a dire un altro ambiente del Sian i cui conti non quadrano e le cifre iscritte, nonostante riportino la dicitura «nazionale», sono in parte comunitarie. Le prime irregolarità sono state riscontrate già nel 2009;
l’Olaf parla di irregolarità per 17 milioni di euro già nel 2009 all’interno del cosiddetto schema «set-aside». È un regime agronomico adottato nell’ambito della PAC dal 1988 fino al 1998, il quale prevedeva la possibilità per i proprietari di terreni non coltivati di ricevere alcuni finanziamenti. In questo contesto erano state riscontrate documentazioni false e manipolazioni dell’intero sistema con pagamenti non dovuti di circa 100 mila euro a beneficiario fino al 2006;
altro precedente rispetto all’utilizzo dei fondi PAC ha riguardato la Sicilia. Sempre grazie ad una indagine condotta dall’Olaf nei confronti dell’Italia risalente al giugno 2013 sull’utilizzo di alcuni fondi dell’Unione europea nell’isola, sono stati recuperati 28 milioni di euro e sono state indagate 47 persone;
secondo il rapporto del 2014 dell’ufficio anti frodi Ue, l’Italia con 61 inchieste nazionali aperte è seconda in Europa per sospette frodi ai Fondi europei nel periodo di programmazione 2007-2014. In tutto sono 61 i casi cui si aggiungono sette indagini condotte direttamente dall’Olaf nel corso del 2014 e riguardanti l’utilizzo di fondi comunitari da parte delle amministrazioni nazionali o regionali italiane –:
se il Governo sia a conoscenza di quanto illustrato in premessa e, in caso affermativo, quali interventi urgenti si intendano adottare per scongiurare la «rettifica finanziaria» che comporterebbe per l’Italia la perdita di 388.743.938 milioni di euro nella programmazione 2014-2020;
quali azioni si intendano adottare per impedire che la perdita di risorse, a seguito di rettifica finanziaria, vada a scapito del settore primario del sistema Paese;
se il Governo consideri ormai non più recuperabili le somme erogate da AGEA a favore di chi ne ha beneficiato impropriamente e illecitamente;
se alla luce di quanto descritto nel presente atto di sindacato ispettivo, non si ritenga necessario e urgente trasferire le competenze di erogazione in capo ad AGEA al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e, conseguentemente, quelle del Sistema informatico agricolo nazionale;
se non si valuti opportuno sospendere in via cautelativa o trasferire ad altra funzione la signora Concetta Loconte, attualmente in carica e sotto inchiesta dalla Procura della Repubblica di Roma.

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