Metrobosco

Cingere le aree metropolitane italiane e le grandi conurbazioni di città con una fascia perimetrale di boschi.

Realizzare intorno alle grandi aree urbane un sistema variegato e continuo di boschi (a parco, agricolo/produttivo, fluviale, di rinaturalizzazione, sportivo..) che restituisca un confine tangibile alle nostre città.
Il Metrobosco è un’idea di riforestazione e sviluppo, di cultura ambientale e promozione di biodiversità, che dal 2006 al 2009 è stata promossa dalla Provincia di Milano (fu poi abbandonata dalla Giunta Podestà) e che oggi potrebbe essere ripresa e rilanciata dalle nuove aree metropolitane, a partire da Milano.
Ecco come 10 anni fa provavo a raccontare l’ idea di una foresta che cingesse Milano, attraverso le emozioni dei suoi immaginari fruitori.

Metrobosco

Il Bosco attorno a Milano.
Scene di vita da un nuovo spazio pubblico.

…..Finalmente degli alberi, delle fronde! Non solo asfalto, cartelli stradali, benzinai, code. Ti sembrerà strano, ma da quando hanno piantato un po’ di verde ai suoi bordi, questa Tangenziale mi sembra meno agghiacciante, meno dura. E poi, hai visto che in alcuni punti lo schermo delle foglie si muove con l’aria spostate dalle macchine? Beh.. apre scorci improvvisi, bellissimi, verso Milano e verso le Alpi, quando si vedono. Ma soprattutto, le code sono meno desolanti, angoscianti..Dai, ripartiamo….

…..Ci ho perfino dormito, dentro quella Cascina. Del resto, da quando l’Agenzia del Bosco incentiva l’agriturismo, molte delle cascine del Parco Sud sono rinate. C’è un giro da fare per visitarle tutte, dura tre giorni e vorrei proporti di portarci i bambini, magari proprio nel prossimo week end. Non hai idea, c’è di tutto: abbazie, ristoranti, maneggi, laghi per la pesca, percorsi di bird-watching, perfino una pista artificiale per lo sci da fondo..E’ facile: ci si muove in bicicletta e si dorme nelle cascine, ma bisgona stabilire quale percorso fare. Perché questa volta invece che nel parco del Ticino non andiamo verso le Groane?….

…Ieri mi ha fatto ancora quella strana domanda. E io ho provato a spiegarglielo “dove finisce Milano”. Ma lui dice che a scuola non l’ha capito, che non capisce perché i confini del comune non si vedano. Che non capisce che differenza ci sia tra Milano e le altre città della provincia, visto che sono tutte collegate. Mi ha chiesto se Milano è davvero una “città infinita” e mi ha detto che in una città così, dove ci si può sempre perdere, non ci vuole più stare. Ma poi l’ho portato a vedere il nuovo Bosco. Ho scelto due o tre punti dove abbiamo passeggiato, fatto due tiri al pallone. E ho capito che finalmente si era rassicurato: aveva individuato il perimetro -verde, vivo- per la sua idea di Milano.….

….Non ci crederai, ma ieri al concerto ci sono andato in bicicletta, partendo dal Naviglio della Martesana. L’avevano organizzata in una grande radura dentro il bosco del Lambro. Suonavano un gruppo di ragazzi equadoregni, quelli che di solito, per le prove, si danno appuntamento nel Parco. Lì, aspettando all’ombra l’inizio del concerto ho rivisto gli amici di questa estate; pensa, alcuni venivano da Seregno, anche loro in bicicletta…..

…Arrivare alla Fiera, attraversando quella fitta boscaglia, è davvero niente male. Esci dalla città e, dalle cime degli alberi, vedi spuntare i grandi coni inclinati della Fiera. Mi ricorda l’arrivo all’Idroscalo, da quando hanno piantato tutti quegli alberi. O il San Raffaele che è ormai circondato da un vero e proprio bosco. Beh, mi da sollievo pensare che le grandi macchine utili della città siano immerse nel bosco. Silenziose, separate, protette….

….Ci sono stato ieri con il trattore, per vedere se era proprio vero. In effetti -e credimi non so se è per via dei nuovi filari di larici o per cosa altro- ma le cicogne quest’anno sono aumentate. Prima scendevano sui campi di mais, ora hanno scelto anche la zona dove piantiamo i pioppi. Ho chiamato la forestale e i guardiani del Parco. Domani vengono con una classe di bambini di Trezzano….

…Vieni a vedere la nuova Fiera botanica? I tedeschi la chiamano “Buga”. Quest’anno l’hanno fatta lungo la Tangenziale est, da Cascina Gobba a Lambiate. Così, collegandosi a quella dell’anno scorso, gli alberi lungo la strada coprono ormai diverse chilometri. Una specie di orto botanico lineare, che si percepisce dal parabrezza o si visita fermandosi nelle stazioni della tangenziale….

….Per oggi basta (per fortuna ho in macchina la roba da calcio). Mi fermo nella stazione del Bosco della Tangenziale di via Novara, mi vesto, e vi raggiungo per la partita. Se continua a piovere, possiamo vediamoci lo stesso, nell’agriturismo di Trenno. Sto arrivando….

….sai, ci penso spesso prima di addormentarmi. Penso a Milano come ad una rete di affetti, contatti, legami. E penso a come questa rete di emozioni, che pur cambia e si rinnova di continuo, sia forte, duratura, sappia sopravvivere agli edifici e alle strade.
Questa rete di scambi emozionali che è Milano, è anche una grande trama di immagini, di attese e paure che si proiettano sul territorio e sui suoi luoghi. E certe volte trovano degli spazi a cui legarsi; come fanno i motivi delle canzoni quando si legano ai luoghi in cui li abbiamo ascoltati la prima volta. Così, quando di notte penso al bosco attorno a Milano, penso a un grande spazio collettivo, dove vanno a riposare i nostri sogni….

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