movimenti brasiliani

La Direzione e il Coordinamento dell’Esecutivo Nazionale della Commissione Pastorale della Terra (CPT) si uniscono ai popoli indigeni, alle comunità quilombe, ai movimenti sociali rurali e a una grande massa di brasiliani per esprimere il loro disaccordo e la loro indignazione per il dono che è stato fatto loro due giorni prima di Natale, dalla Presidente della Repubblica Dilma Rousseff, con la nomina di Katia Abreu a Ministero dell’Agricoltura.

Sorda agli appelli che le sono stati rivolti, la presidente ha mantenuto la sua decisione, già annunciata da lungo tempo, di nominare la senatrice del Tocantins per questo ministero. E ‘stato un sonoro schiaffo in faccia a chi si era adoperato per la sua rielezione, credendo che nel suo secondo mandato sarebbero state diverse le posizioni del presidente nei confronti dei movimenti rurali e indigeni,.

Ci siamo sbagliati tutti. La nomina di Katia Abreu è il segnale chiaro e esplicito che per il Presidente, in questo nuovo mandato, i popoli indigeni, le comunità quilombe e le altre comunità tradizionali, i senza terra in generale, continuano ad essere trattati come ostacoli che devono essere rimossi a ogni costo, affinchè nel nostro paese si verifichi lo “sviluppo economico”.

Come non capirlo, se la senatrice, insieme a tutto il gruppo dell’agrobusiness, si è sempre fermamente opposta al riconoscimento dei territori indigeni, dei quilombi e delle altre comunità tradizionali; si è dimostrata apertamente ostile ai movimenti che lottano per la terra; difende sfacciatamente l’agrobusiness e le sue monoculture piene di pesticidi sempre più nocivi per la salute umana e per l’ambiente?
I movimenti contadini che hanno sostenuto Dilma meritavano altro. Poteva anche essere un ministro allineato all’agrobusiness, ma che non avesse avuto nel suo bagaglio tutto questo carico di scontro aperto, soprattutto verso quelli che, in tutta la storia di questi ultimi cinque secoli, sono stati umiliati, espropriati delle loro terre e della loro cultura.

Noi della Cpt, che da 40 anni camminiamo insieme alle più diverse comunità di contadini e contadine, lavoratori e lavoratrici, sottoposti in migliaia a condizioni di lavoro degradanti, simile al lavoro schiavo, andiamo avanti.

È buio, ma io canto, questo verso di Thiago de Mello, che abbiamo preso in prestito come motto del nostro Quarto Congresso, che si svolgerà a Porto Velho (RO) nel mese di luglio 2015, esprime bene ciò che viviamo e sentiamo in questo momento.

Nonostante tutto abbiamo speranza, poichè il cambiamento del nostro paese può venire solo dal basso, dal ribelle che rifiuta di essere trattato semplicemente come imbarazzo e assume la sua condizione di cittadino costruttore della sua dignità e dei suoi diritti

La Direzione e il Coordinamento dell’Esecutivo Nazionale della Commissione Pastorale della Terra

Goiânia, natale 2014.

 

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