LEGITTIME (IL)LEGALITA PER INVERTIRE LA ROTTA.
Invertire la rotta con la conversione ecologica, ragionando insieme di che cosa, come e dove si produce, con un lavoro sano e continuo per tutti, per produrre beni dal futuro sicuro, perché sono quelli che riportano i processi economici entro i limiti della vera sostenibilità, ri-territorializzando, per quanto è possibile, le filiere, coinvolgendo territori e comunità nei processi di riconversione, sia dal lato della produzione che da quello del consumo consapevole, per offrire una prospettiva alle aziende in crisi, promuovendo beni e servizi condivisi.
Nella crisi di sistema, strutturale e senza sbocchi, dove “crescita e sviluppo” sono chimere che nascondono un futuro di catastrofe, le legittime illegalità, rimbalzano nella penisola, dagli operai delle acciaierie di Terni ai minatori del Sulcis, dai licenziati per de-localizzazione che occupano fabbriche e bloccano strade alla Val di Susa dei No Tav, dai Stop Biocidio ai No TTIP, dagli occupanti di case a coloro che ridanno vita a terre e casali abbandonati, a coloro che si battono per una Cultura Comune, fuori mercato e ricatti, riaprendo teatri e cinema chiusi, tessendo(spin) una tela che speriamo possa essere sempre più fitta nel tempo che ci rimane.
Dal “Ben-avere” di pochi al “Ben-essere” di tutti, ove non sia più prioritario il mercato del profitto ma il bene delle comunità in armonia con madre terra e la sua Bio-Diversità.
Il 24 ottobre scorso all’Auditorium di Santa Croce, nel Cantiere di Rigenerazione Urbana dello Spin Time, abbiamo rivendicato il nostro diritto a essere Sognatori Ribelli coi piedi per terra, in un dibattito a più voci, dove esperienze diverse e lontane tra loro si sono intrecciate e confrontate e continueranno a farlo con il nuovo appuntamento per
GIOVEDI’ 4 DICEMBRE ALLE 17.30
nella ricerca di un cammino per una STRADA COMUNE,
coscienti di essere piccoli tasselli di un mosaico in movimento.

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