olio bio“La diminuzione del 35% della produzione di olio d’oliva è un segnale su cui riflettere maggiormente. Non è solo responsabilità del classico anno di “scarica”, ma sono riscontrabili dei collegamenti fra la diminuita produzione di olio e il cambiamento climatico, quest’ultimo infatti accentua la piovosità, l’umidità e quindi la presenza della mosca. Vista però la buona richiesta sul mercato interno ed estero di olio di qualità italiano e la disponibilità dei consumatori a spendere di più per avere un olio bio, è necessario rilanciare il settore coordinandone in modo più organico la crescita, in particolare nel mezzogiorno la distribuzione commerciale deve remunerare più equamente i produttori. Il settore dell’olivicoltura ha ancora buoni margini di crescita, soprattutto si deve affermare una politica agricola per il rispetto dell’ambiente e del clima. E’ fondamentale favorire le produzioni biologiche per tutta la produzione agroalimentare, in modo da mitigare gli effetti collaterali del cambiamento climatico e invertire la tendenza nel lungo periodo. I risvolti economici non sono affatto secondari.”

Adriano Zaccagnini Vicepresidente Commissione Agricoltura

Lascia un commento