fonte: Huffington Post

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Accomunare la battaglia ‘pro scienza’ e ‘pro Ogm’, come fa la senatrice Cattaneo farebbe sorridere, se non avessi oramai chiaro, dopo più di un anno e mezzo di attività parlamentare, che dietro queste invocazioni alla ricerca scientifica libera, al confronto non ideologico e contro l’oscurantismo irrazionale, ci sono in realtà soltanto gli interessi propagandistici delle grandi lobby degli Ogm, che per cercare di non far sembrare gli Ogm troppo dannosi e da evitare, le provano tutte. La mazzata scientifica finale agli Ogm, dopo aver per ora vinto la battaglia politica, potrebbe arrivare proprio da quella ricerca scientifica libera, e personalmente aggiungerei pubblica, che servirebbe per studiare i reali rischi e danni da Ogm sulla nostra salute. Ma su questa proposta tornerò più avanti, in particolare sul Tgo (Trasferimento Genico Orizzontale) che la Cattaneo non cita mai nei suoi struggenti articoli.

Sono molti i punti da confutare nel merito e partiamo subito dal primo che riguarda la presunta perdita economica per l’Italia a causa del mancato utilizzo di Ogm. Diciamo innanzitutto che è vero il contrario. Se il Made in Italy continuerà a rimanere tale e a crescere nell’export sarà solo perché manterremo i nostri standard qualitativi e la nostra biodiversità agroalimentare intatta. Competere sul mercato globale pensando di farlo coltivando gli Ogm, invece che le nostre tipicità, vuol dire non avere nessuna contezza di come è strutturato il nostro mercato agroalimentare, il quale si basa su un modello esattamente opposto a quello dell’omologazione del cibo e dell’offerta culinaria fast food. Possiamo certamente dire che, nel lungo periodo, adottare gli Ogm sarebbe un danno economico incalcolabile per il nostro paese.

Altro punto – conosciuto ormai anche dai sassi dei campi coltivati a Ogm – è che gli Ogm solo nei primi 3-5 anni permettono di non utilizzare più pesticidi e diserbanti di ogni sorta. Solo all’inizio. Poi le piante divengono resistenti e, come ci mostra l’esperienza negli Usa, è necessario usare ancor più pesticidi di prima. Terrificante per l’agricoltura e soprattutto per un’agricoltura che dovrebbe avere un ruolo centrale in una nuova visione ecocompatibile della nostra società globale. Dannosissimo per la salute umana. Avere i pozzi avvelenati con glifosato e pesticidi significa, infatti, gravi danni alla salute umana.

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La Cattaneo dice: “Sono ancora in cerca di prove contro l’impiego di Ogm (mais, soia, cotone). Li sto studiando uno a uno. È un impegno.” E meno male che è una ricercatrice seria! Ancora non ha finito di leggere tutti gli studi scientifici e già spara sentenze definitive da ormai qualche mese. Tuttavia ci assicura che il suo impegno a studiare c’è. Beh, forse è il caso che prima studi tutti i documenti (e non solo le superficiali over view) e poi si faccia un’idea da dare in pasto ai media. Sarebbe più deontologicamente corretto per una scienziata. Saremo pazienti.

Ovviamente la Cattaneo non ci parla mai dei contadini. Non ci parla mai degli agricoltori che custodiscono la biodiversità e la genetica, non dice che il mercato delle sementi Ogm produce agricoltori schiavi e persone ricattate dalle multinazionali proprietarie dei brevetti. Non descrive minimamente come sarebbe un mondo di semi brevettati e senza più alcun gruppo di agricoltori che coltiva e allo stesso tempo scambia semi con altri agricoltori. Nella visione della Cattaneo controllare la popolazione mondiale degli agricoltori, privandola della gestione dei semi e delle fasi del loro miglioramento, è una visione accettabile della nostra futura società, anzi lei praticamente se lo auspica.

Rabbrividisco soprattutto perché mentre a livello internazionale la Fao e l’Onu hanno riconosciuto l’agricoltura familiare come quel tipo di agricoltura che ci può salvare dal cambiamento climatico e dall’insicurezza alimentare, proprio perché sono le piccole aziende agricole quelle che compongono ancora la maggioranza delle realtà produttrici di cibo nel mondo e ci sfamano, la Cattaneo non ha alcun ritegno nel voler spazzare via tutto questo patrimonio, in nome di benefici per poche grandi società di capitale. Il 2014 è l’anno mondiale dell’agricoltura familiare e andrebbe intrapreso un dibattito serio su come invertire la rotta dell’agricoltura industriale, su come sostenere le nostre aziende piccole e medie, come renderle competitive e innovative, invece che parlare di Ogm e brevetti sulla vita. La sicurezza alimentare diventa tanto più alta in funzione al numero di aziende agricole in attività nel territorio, non in funzione del cibo acquistato all’estero che posso ammassare.

Ma veniamo al punto dove la Cattaneo cerca di inerpicarsi dall’alto della sua esperienza da scienziata. Costei cerca di rassicurarci sul corretto funzionamento dell’Efsa, l’agenzia europea con sede a Parma, che valuta se i prodotti sono dannosi o meno per la salute dei cittadini europei. Purtroppo la Cattaneo omette – anche qui non si sa se per disinformazione o negligenza – che l’Efsa è investita di uno spaventoso conflitto d’interessi nelle procedure di autorizzazione dei prodotti. E non da poco tempo. Ormai i casi in cui si è trovata spesso sommersa dalle critiche sulla sua indipendenza e trasparenza non si contano più. Basti pensare alla composizione dei gruppi scientifici per dare il parere scientifico su determinate materie. A volte questi gruppi di lavoro sono stati composti da un’unica persona, come nel caso del 2012 della Barlow, legata a doppio filo col mondo dell’industria. Che una professionista dia delle consulenze a privati è assolutamente legale. Ma se ricopre anche un ruolo di rilievo in un comitato scientifico che redige pareri qualificati e vincolanti a livello europeo, la questione assume tutt’altra piega.

Ma veniamo agli Ogm e al rapporto con l’Efsa: nel dicembre 2011 il Mediatore europeo, incaricato di supervisionare i casi di cattiva amministrazione Ue, aveva stabilito che “L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) non ha osservato le regole procedurali stabilite per scongiurare eventuali casi di conflitto di interesse degli esperti che lavorano al proprio interno” dopo la denuncia della tedesca Testbiotech. Sotto accusa Suzy Renckens, direttrice dal 2002 al 2007 dell’unità gruppo di esperti per la valutazione del rischio Ogm dell’agenzia, passata alle dipendenze della multinazionale transgenica Syngenta nonostante la normativa europea preveda che cose di questo tipo devono essere comunicate alle istituzioni Ue almeno due anni prima delle dimissioni.

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Altra pesante denuncia è quella del marzo 2011 per la quale almeno quattro esperti del Consiglio d’amministrazione dell’agenzia avevano legami con organismi di lobby dell’industria alimentare. Del resto, avere l’ok dell’agenzia su un determinato prodotto, Ogm o composto alimentare, vuol dire porte aperte nel mercato europeo per le imprese produttrici, in una parola ‘denaro’. Ora la Cattaneo forse si occupa di Ogm da poco e quindi non ne sa nulla di come funziona realmente l’Efsa o forse la sua posizione è assolutamente ideologica, perché non vedere queste storture vuol dire non volere una ricerca scientifica indipendente e sicura. L’unica posizione di buon senso e sicura per i cittadini europei è pretendere che i conflitti d’interessi siano fuori dall’Efsa e che i documenti da produrre per la valutazione di un prodotto non provengano più dalle stesse multinazionali che li vogliono vedere approvati.

Il rischio, che la Cattaneo probabilmente vuole scongiurare, è che la battaglia contro gli Ogm travolga anche l’Efsa, stracolma di conflitti d’interessi, e porti ad un nuovo meccanismo di validazione dei prodotti, nazionale e pubblico, ma soprattutto, veramente indipendente. Ad oggi nella proposta di modifica in discussione della direttiva europea riguardo la coltivazione di Ogm si accenna al fatto che i paesi membri potranno dire No agli Ogm per cause economiche, politiche e di altra natura, tuttavia escludendo le motivazioni ambientali e sanitarie, che rimarrebbero in capo all’Efsa. Ecco questo vorrebbe dire che l’Efsa rimane così com’è e che continuerebbe a dire tendenzialmente che gli Ogm sono ok e non sono dannosi, senza però fare ricerca indipendente e senza fare ricerca sul Tgo (ci tornerò più avanti). Questo porta a non poter determinare se gli Ogm sono dannosi per la salute, cosa che se accadrebbe porterebbe al tracollo del business delle multinazionali Ogm non solo in Europa, dove per fortuna hanno attecchito poco, ma soprattutto perderebbero i mercati mondiali e l’Africa, il loro vero obiettivo per i prossimi decenni.

Una proposta di buon senso, durante il semestre europeo a guida italiana, dovrebbe portare a chiudere la modifica alla direttiva solo se cambia anche l’Efsa, perché solo così ogni paese membro può dimostrare attraverso ricerca pubblica e indipendente se realmente gli Ogm sono sicuri o meno. E qui cade il castello di carta della Cattaneo che si scaglia contro coloro che sono oscurantisti antiscienza e che vogliono uccidere la ricerca in Italia. Al contrario cara collega parlamentare, il fronte No Ogm di cui faccio parte, sostiene un’approfondita ricerca indipendente e pubblica, la quale abbia il compito di indagare i vari aspetti controversi riguardo gli effetti degli Ogm sulla salute umana e animale, propone inoltre che si faccia una seria ricerca sul Tgo (trasferimento genico orizzontale). Ebbene la Cattaneo non parla mai di Tgo, strano essendo materia d’attualità nel dibattito scientifico riguardo gli Ogm.

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Il trasferimento genico orizzontale comporta la contaminazione di Dna tra organismi differenti, non solo per via della classica impollinazione, ma anche attraverso il terreno e la microbiologia dei suoli. Scoprire il funzionamento del Tgo e accertarsi nel dettaglio come operi è compito della ricerca scientifica.
Il Tgo ovviamente confuta in tutto e per tutto che la coesistenza fra piante Ogm e non Ogm è possibile. Se il Tgo esiste non ci può essere alcuna coesistenza. Se gli Ogm si trasmettono via suolo e dunque arriverebbero alle altre coltivazioni anche se è rispettata la distanza per non far impollinare le diverse varietà coltivate, la coesistenza è un falso scientifico che agronomicamente e ambientalmente non è praticabile.

Altro che blocco alla ricerca! In una risoluzione al Ministro Martina ho sollecitato proprio di avviare la prima ricerca pubblica europea sul Tgo. Con il Corpo Forestale è stato anche individuato il laboratorio di riferimento in cui questa ricerca è possibile che si svolga in tutta sicurezza. E sinceramente io mi fido molto di più della Forestale che dell’Efsa. L’unico punto su cui non si può dare torto alla Cattaneo è la contraddizione aperta che viviamo riguardo la mangimistica Ogm, importata ad uso degli allevamenti intensivi. Contraddizione esposta per farne un utilizzo evidentemente strumentale e non per trovare una soluzione al problema. Ora la Cattaneo probabilmente non sa che in Italia la coltivazione di proteine vegetali andava piuttosto bene finché non sono arrivati i fondi Pac che hanno destabilizzato la produzione italiana di proteine vegetali in favore di altro. Con quelle proteine vegetali sfamavamo gli animali allevati e oggi il piano del Ministro Martina è proprio quello di risostenere questa importantissima filiera per uscire dalla contraddizione in cui siamo immersi. Produciamo formaggi e carni di qualità, ma importiamo mangimi Ogm da altri continenti. Lo sanno tutti che ricreare una filiera completa in Italia comporterebbe un vantaggio economico non indifferente per le nostre aziende agricole. Quindi usiamo la contraddizione dei mangimi Ogm non per avere più Ogm, bensì per ricreare una filiera nazionale completa.

Infine del materiale che consiglio alla senatrice Cattaneo per schiarirsi le idee:

  • Centinaia di casi di allergie e di decessi correlabili alla tossicità delle proteine Bt, inclusa la Cry1Ab prodotta e contenuta nel mais MON810

  • Studio canadese che documenta il passaggio della tossina Cry1AB (la stessa del mais MON810) nel sangue di donne in gravidanza, nel latte di nutrici e nel sangue del cordone ombelicale di feti umani

  • Una Ricerca dell’INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti) ha messo in evidenza che 43 proteine modificate del Mais MON810, tra cui la Gamma-Zeina allergenica, provocano alterazioni del sistema immunitario

  • Questa pubblicazione del 28 settembre 2012 evidenzia che coltivazioni di mais MON810 producono circa il 33% in più di tossina (0,2 kg/ettaro) rispetto alla media ponderata di pesticidi convenzionali irrorati (0,15 kg/ettaro)

  • Pubblicazione del 2012 che documenta l’imperfetta conoscenza dei meccanismi di azione della tossina CryAb, la stessa del mais MON810

  • Lo studio, fondato sulla somministrazione per soli 31 giorni di mais MON810 a suini, documenta alterazioni significative nella risposta immunitaria, con diminuzione dell’interleuchina 12 (fondamentale nell’attivare risposte volte all’eliminazione di microrganismi intra cellulari) e dell’interferon gamma (essenziale per l’attivazione di sistemi intra cellulari anti virus)

  • A pag 35, capitolo sugli impatti sulla salute delle proteine Bt (inclusa la Cry1Ab del mais MON810): 1) effetti cito tossici sulle cellule del sangue del midollo osseo dei topi; 2) nei salmoni alimentati con mais MON810, si sono evidenziati effetti nutrizionali negativi e il potenziamento dello stress ossidativo cellulare. I dati suggeriscono inoltre che la proteina Cry1Ab o altri antigeni di mais MON810 hanno effetti immunogenici intestinali.

  • Geni completi possono passare dal cibo al sangue umano

  • Passaggio del DNA transgenico nel latte: analisi di latte prelevato da vacche alimentate con mais MON810 hanno evidenziato fino a 1000 copie del gene ricombinante cry1Ab per 300 ml di latte

  • Relazione finale del gruppo di esperti di Science Independent (UK) sui rischi e danni da OGM

  • OGM: rischi per la salute e l’ambiente, specialmente alla luce della nuova genetica (2013)

  • Problematiche negli USA relative alla coltivazione di OGM: comparsa di erbe super infestanti e parassiti resistenti

  • Evidenze scientifiche del Trasferimento Genico Orizzontale(TGO) e rischi connessi di gravi patologie

  • La ricercatrice di fama mondiale Mae Wan HO spiega cosa è il Trasferimento Genico Orizzontale (TGO) e come tramite questo meccanismo i transgeni degli OGM si propagano all’intero ecositema

  • Articolata analisi, con dati sperimentali, del TGO in animali e uomini con ileostomia

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