ADRIANO ZACCAGNINI (Misto) vicepresidente Commissione Agricoltura Camera: “il mio plauso al Ministro Martina e al suo staff che hanno certamente compreso a fondo la situazione del problema CDRO emanando un piano di interventi di assoluto buon senso, come si doveva affrontare il problema dall’inizio.”

“Il potenziamento della ricerca è fondamentale per comprendere meglio le cause del disseccamento e soprattutto per individuare soluzioni sostenibili da tutti i punti di vista (considerando i costi/benefici contenuti nelle linee guida FAO Guidelines for pest eradication programmes del 1998, elusi colpevolmente dagli operatori della regione Puglia). Sottrarre la ricerca e sostanzialmente le scelte politiche alla rete privata pugliese, che finora ha gestito le analisi e le prescrizioni da tenere, e riportarla al centro di un Comitato scientifico con veri esperti è probabilmente il dato più positivo del piano d’azione del MIPAAF, in quanto proprio i risultati scientifici prodotti finora erano molto ambigui e sembravano figli di una volontà che voleva solo accrescere l’emergenza Xylella.”

“Vari spettri aleggiavano nella vicenda: sembra ci fosse un piano subdolo di destrutturazione dell’olivocultura pugliese a vantaggio di un centro nazionale di commercializzazione e distribuzione dell’olivocoltura in Toscana. Alcuni di coloro che oggi si schierano affianco del Ministro hanno la coscienza sporca, perché agivano in direzione contraria alla valorizzazione dell’olivocoltura pugliese. Il tutto è evidente anche dalle posizioni politiche controverse che il Ministro ha dovuto fronteggiare in Conferenza Stato-Regioni riguardo i nuovi aiuti PAC all’olivocultura. Se da una situazione così fosca forse si comincia a vedere un po’ di luce, ciò non toglie che bisogna continuare a fare informazione sul territorio e nelle istituzioni nel modo più corretto possibile e attuare per la Puglia un piano di divulgazione di buone pratiche agronomiche per la rigenerazione dell’olivocultura salentina.”

“La grande opportunità è che proprio il Salento diventi un laboratorio a cielo aperto di sperimentazione agroecologica, per trovare varie soluzioni al disseccamento e aumentare la produttività e le rese dell’olivocultura pugliese e italiana. Tutto ciò è possibile indirizzando in maniera mirata i fondi PSR a chi veramente pratica la cura delle piante di ulivo in modo agroecologico, non lasciando che si possano ricevere i fondi UE come se si trattasse di rendite immobiliari, invece che di produzioni agricole. Incentivare la buona olivocultura è la chiave per uscire da questo spettro dell’eradicazione e di un’emergenza resa cronica per scarsa cura, così come diventa un’occasione, adesso, quella di utilizzare i fondi HORIZON 2020 per una ricerca di qualità e all’avanguardia nell’interesse del bene comune dell’agricoltura italiana. In Comagri, al rientro dalla pausa estiva, affronteremo la questione in modo da poter dare il contributo d’indagine del Parlamento all’azione del Governo.”

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