ADRIANO ZACCAGNINI (Misto) vicepresidente Commissione Agricoltura Camera: “mi auguro non ci sia fretta di chiudere il 27 agosto al Ministero su un Piano d’azione che sarebbe volto solo agli indennizzi.”  

“In Comagri sono state calendarizzate le risoluzioni sul disseccamento degli ulivi salentini. Credo sia doveroso sottolineare che sia positiva l’apertura di Nardoni per un Piano d’azione piu’ organico e multidisciplinare, che preveda l’opzione di fare sperimentazione nell’area maggiormente colpita dal CDRO. Ho sempre ribadito come la possibilita’ dell’eradicazione, per la quale gli indennizzi previsti non sarebbero mai sufficienti, e’ una follia, tanto piu’ se non c’e’ ad oggi alcuna ricerca scientifica seria che dimostri la patogenicita’ esclusiva della Xylella fastidiosa.”

“L’unico studio statunitense (a disposizione della Comagri dall’autunno 2013) non ha confermato la patogenicità. Molti dubbi  inoltre si sono addensati sul ruolo della rete SELGE del Prof. Savino e sul fatto che la ricerca non e’ stata ancora allargata ad altri istituti come ad esempio il CRA OLI del MIPAAF, nonostante le ripetute disponibilità. Di certo anche di questo ci occuperemo in Comagri attraverso un ciclo di audizioni per promuovere un’indagine scientifica multidisciplinare, approfondita e non avventata.”

“Mi auguro che non ci sia fretta di chiudere il 27 agosto al Ministero su un Piano d’azione che sarebbe volto solo agli indennizzi, insufficienti tra l’altro, ma che ci sia la volontà unanime di chiarire come usare le risorse stanziate per le modalità di intervento agroecologico nella zona colpita, intervento rivolto a rigenerare quanto più possibile le piante e a sperimentare finalmente buone pratiche agronomiche di lungo corso.”

“Un albero d’ulivo non potato regolarmente, allevato su di un suolo poco lavorato reso sterile da decenni di diserbo chimico e concimazione minerale, privato dei regolari trattamenti a base di rame, e’ facilmente attaccabile da un complesso di fattori biotici che ne possono provocare l’indebolimento e a volte la morte. Gia’ un semplice inerbimento naturale e sovesci appropriati potrebbero riqualificare l’apporto nutritivo per le piante e vari sapienti agricoltori salentini si sono attivati in tal senso. Punto determinante su cui tutto ruota attorno rimane la ricerca e la necessita’ che questa sia priva di interessi personalistici, sopratutto di fronte a situazioni drammatiche come questa, e ci descriva cosa veramente sta accadendo in Salento, attraverso analisi e ricerche incrociate di vari istituti e massima trasparenza nella pubblicazione dei risultati ottenuti.”

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