“Dopo aver presentato una proposta di legge organica per fermare il consumo di suolo, oggi ho depositato vari emendamenti in materia al testo governativo, ripresi proprio dalla mia proposta di legge presentata che ha il pregio di trattare alcuni temi non individuati finora da altre proposte: perennizzazione dei terreni di valore naturale, vincolo destinazione d’uso a 12 anni minimo, terreni pubblici trasformati in demani civici, assegnazione terreni privati incolti da 3 anni, bandi pubblici per cooperative di autorecupero, risanamento delle proprietà pubbliche e se inutilizzate per edilizia residenziale pubblica, previsione di orti urbani per i residenti, procedure certe per la progettazione urbana integrata, censimento dei beni pubblici e privati.”

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati All’articolo 2, comma 1, lettera a) sostituire le parole “e le aree di fatto utilizzate a scopi agricoli” con le seguenti “le aree costituite da suoli produttivi o comunque vegetati, coltivati, incolti o forestali” ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 2, comma 1, la lettera b) è sostituita dalle seguenti: b) per «consumo di suolo»: ogni uso non razionale della risorsa suolo che ne comporti irreversibile impoverimento, riduzione o perdita delle caratteristiche naturali che sottendono alla capacità, reale e/o potenziale, di assicurare il funzionamento dei cicli eco-biologici, e tale perciò da pregiudicarne la conservazione quale fondamentale bene comune per la vita delle future generazioni umane, nonché la copertura permanente di parte del terreno e del relativo suolo con materiale messo in opera dall’uomo che ne impedisca normali livelli di evapotraspirazione e scolo naturale delle acque attraverso interventi di impermeabilizzazione, urbanizzazione ed edificazione non connessi all’attività agricola ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 5, comma 1, le parole “per almeno cinque anni” sono sostituite dalla seguenti “per non meno di dodici anni” ZACCAGNINI

EMENDAMENTOAC 2039 e abbinati Art. 5, comma 1, le parole “per almeno cinque anni” sono sostituite dalla seguenti “per non meno di dieci anni” ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 5, comma 1, le parole “per la medesima durata” sono sostituite dalla seguenti “per non meno di dodici anni” ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 5, comma 1, le parole “per la medesima durata” sono sostituite dalla seguenti “per non meno di dieci anni” ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 2, comma 1, lettera c), aggiungere alla fine “, creazione di aree umide naturali nei terreni rigenerati e bacini di accumulo a fini di incremento della biodiversità e di raccolta di acqua piovana per irrigazione e stoccaggio per periodi siccitosi o altre calamità, incrementando così la resilienza agli effetti dei cambiamenti climatici.” ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 2, comma 1, dopo la lettera c), inserire le seguenti: d) per «spazio rurale»: tutte le parti del territorio non comprese negli spazi urbani – industriali, nelle quali le attività agricole costituiscono la componente dominante e non esclusiva, ove si svolge e si sviluppa un complesso eterogeneo di usi, relazioni umane, funzioni di produzione, di scambio e di servizio anche di natura extra agricola. Gli spazi rurali sono per definizione molteplici e corrispondenti alle varietà dei contesti locali, differenziandosi in funzione delle diverse caratteristiche geomorfologiche, di “tessuto” o “trama” storico-insediativa, di cultura e tradizioni locali. La loro varietà è classificabile in funzione di parametri integrati di carattere demografico, ambientale, economico e sociologico, quali: percentuali di superfici agro-silvo-pastorali utilizzate, tipologie colturali e dell’imprenditoria locale, densità insediativa (abitanti per chilometro quadrato), caratteristiche storico-insediative e dei paesaggi locali, prodotto interno lordo zonale, reddito medio pro capite, frazionamento fondiario, livelli di infrastrutturazione e dei servizi alla popolazione; e) per «spazio urbano-industriale»: le aree nelle quali il rapporto tra superficie impermeabilizzata e superficie totale sia superiore al 50 per cento, generalmente individuate dagli strumenti urbanistici vigenti come zone territoriali omogenee di cui alle lettere A), B ), D) e F) dell’articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; conseguentemente: dopo l’articolo 2, inserire il seguente: Art. 2-bis. (Adeguamenti regolativi e classificazione del territorio rurale). 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provvedono ad adeguare i propri dispositivi legislativi e normativi alle finalità, agli obiettivi, alle definizioni ed ai criteri della programmazione e pianificazione socio-economica e territoriale in forma integrata ai sensi di quanto disposto agli articoli 1 e 2 della presente legge. 2. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni, facendo ricorso al patrimonio conoscitivo disponibile e sulla base delle scansioni geografiche, geomorfologiche e storico-insediative della pianificazione paesistica vigente, ovvero in applicazione dei criteri indicati dalla Convenzione Europea del Paesaggio, ratificata a Firenze il 20 ottobre 2000, resa esecutiva dalla legge 9 gennaio 2006, provvedono alla classificazione anche cartografica degli spazi rurali come definiti all’art. 2, comma 1 lettera c) della presente legge, in funzione di caratteristiche riconosciute tendenzialmente omogenee. 3. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provvedono inoltre a definire e codificare nei propri dispositivi legislativi e normativi i criteri funzionali, economici e prestazionali per il razionale sfruttamento del suolo, in coerenza con la classificazione degli spazi rurali di cui al precedente comma 2, disciplinando, secondo la tipologia di ciascun ambito individuato, i rapporti e le dimensioni ammissibili in funzione delle varie attività agricole come definite all’art. 2 comma 1 lettera b) della presente legge. Detti criteri dovranno altresì fissare caratteristiche e contenuti di piani di sviluppo aziendale, zonale o di miglioramento ambientale, intesi con valore di piano di dettaglio preventivo e con funzione di collegamento tra edificazione necessaria per la conduzione delle attività agricole e relativi investimenti, a cui subordinare le trasformazioni urbanistiche nel territorio rurale. 4. La definizione dei suddetti criteri costituisce sottoarticolazione delle zone omogenee E) come definite nel Decreto Ministeriale n. 1444/1968. ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 1, dopo il comma 4, aggiungere i seguenti: 4-bis. I terreni utilizzabili per la coltivazione agraria o come bosco o come pascolo permanente appartenenti a enti pubblici sono trasformati in demani civici e costituiscono proprietà collettive della generalità dei cittadini abitanti nel territorio comunale o frazionale in cui i beni sono situati. Tali beni sono indivisibili, inalienabili, inusucapibili, inespropriabili. 4-ter. I terreni di cui al comma 4-bis sono amministrati separatamente dagli altri beni pubblici da organismi eletti ai sensi della legge 17 aprile 1957, n. 278, e sono denominati « amministrazioni separate di beni di uso civico ». 4-quater. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provvedono a individuare su cartografie su base catastale i terreni interessati da uso civico, provvedendo a distinguerli tra « terreni convenientemente utilizzabili come bosco o come pascolo permanente » e “terreni convenientemente utilizzabili per la coltura agraria”, in conformità a quanto stabilito all’articolo 11 della legge 16 gennaio 1927, n. 1766. 4-quinques. In base alla classificazione definita in attuazione del comma 4-quater e in funzione di politiche volte alla reintegrazione del demanio pubblico, al recupero e alla coltivazione di terre incolte o abbandonate, alla ricomposizione di continuità eco-biologiche interrotte, al riordinamento di tessuti insediativi extra agricoli sparsi, le regioni procedono alla gestione delle procedure di affrancazione e liquidazione di usi civici con le seguenti modalità: a) nelle aree incolte o abbandonate ove sono in atto, o si prevede possano avvenire, fenomeni di spontaneo rimboschimento, la liquidazione di eventuali diritti di uso civico su beni di proprietà privata potrà essere effettuata soltanto mediante cessione di una quota del terreno nelle dimensioni massime previste dall’articolo 5 della legge 16 gennaio 1927, n. 1766, ovvero pari alla metà dell’estensione del fondo; b) nelle aree incolte o abbandonate che risultassero tra quelle concesse in enfiteusi e per le quali non si sia dato luogo a liquidazione di eventuali diritti di uso civico, detta liquidazione non dovrà essere concessa, e gli organi competenti dovranno provvedere alla devoluzione del terreno nella sua completa estensione in favore del comune ai sensi dell’articolo 19 della legge 16 gennaio 1927, n. 1766; nelle aree investite da processi insediativi, o negli ambiti interessati da piani di recupero di cui alla legge 28 febbraio 1985, n. 47, la liquidazione di eventuali diritti di uso civico su beni di proprietà privata dovrà essere effettuata mediante cessione di una quota del terreno secondo le dimensioni massime previste dall’articolo 5 della legge 16 gennaio 1927, n. 1766. Le parti di terreno da cedere saranno quelle più funzionali alle previsioni d’assetto urbanistico, piani particolareggiati o di recupero, ovvero più utili ai fini della localizzazione di infrastrutture, reti e servizi di uso pubblico nonché alla articolazione di corridoi eco-biologici. Qualora la cessione in tutto o in parte del terreno risulti impossibile, la liquidazione dovrà essere effettuata mediante corresponsione di compenso in denaro, con valore da calcolare al prezzo di mercato corrente di terreni edificabili nello spazio urbano corrispondente o più vicino, come desumibili dall’osservatorio dei valori immobiliari dell’Agenzia delle entrate. Le somme in denaro derivanti dalla liquidazione degli usi civici devono essere vincolate per l’acquisizione dei terreni necessari all’attuazione delle previsioni di assetto dell’area, nonché per la realizzazione di interventi di riqualificazione ambientale, paesaggistica o della dotazione di servizi pubblici. ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 1, dopo il comma 4, aggiungere i seguenti: 4-bis. 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provvedono esclusivamente con riferimento ai terreni di proprietà privata agli adempimenti di cui alla legge 4 agosto 1978, n. 440, ovvero determinandosi, mediante attivazione di procedure di evidenza pubblica, all’assegnazione per la coltivazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate, ai richiedenti che si obblighino a coltivarle in forma singola o associata, dando priorità ai giovani agricoltori al di sotto dei 40 anni di età, ai lavoratori svantaggiati e alla cooperative costituitesi da non più di due anni i cui soci siano al 70 per cento lavoratori svantaggiati o disoccupati. 4-ter. Ai fini della presente legge, si considerano abbandonati o incolti i terreni agricoli non destinati ad uso produttivo da almeno tre anni, ad esclusione dei terreni oggetto di impegni derivanti dalla normativa europea. 4-quater. Ai fini dell’inserimento occupazionale di lavoratori svantaggiati nel settore agricolo, le regioni adottano misure specifiche per favorire la creazione di cooperative agricole sociali, in funzione dell’assegnazione di terreni agricoli e a vocazione agricola secondo i criteri previsti dalla presente legge. ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 6, dopo il comma 3, aggiungere il seguente: 3-bis. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e i Comuni, per le finalità di cui all’articolo 1, possono prevedere l’assegnazione, attraverso bandi pubblici, di patrimonio edilizio pubblico inutilizzato, ad apposite “cooperative di auto recupero”, costituitisi da almeno un anno e formate da soci non proprietari di immobili sul territorio nazionale, al fine di alleviare l’emergenza abitativa. 3-ter. Le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e i Comuni, qualora ne fossero sprovvisti debbono, entro sei mesi dall’approvazione della presente legge, legiferare in materia di “auto recupero” ed emanare gli appositi regolamenti attuativi. ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 8, al comma 1, le parole “al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici” sono sostituite dalle seguenti “al risanamento e al recupero di complessi edilizi di proprietà pubblica” ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 8, al comma 1, le parole “al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri storici” sono sostituite dalle seguenti “al risanamento e al recupero di complessi edilizi di proprietà pubblica da destinare, qualora inutilizzati e inabitati, ad edilizia residenziale pubblica” ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 3, comma 4, le parole “entro un anno” sono sostituite dalla seguenti “entro sei mesi” Zaccagnini

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati All’articolo 2, comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente: c-bis.) per “spazio urbano-industriale”: le aree nelle quali il rapporto tra superficie impermeabilizzata e superficie totale sia superiore al 50 per cento, generalmente individuate dagli strumenti urbanistici vigenti come zone territoriali omogenee di cui alle lettere a), b), d) e f) dell’articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente: Art. 4-bis. 1. Le trasformazioni urbane sono ammesse esclusivamente nell’ambito degli spazi urbano-industriali come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera c-bis). Salvo il rispetto dei parametri urbanistico-edilizi afferenti le strumentazioni vigenti per gli ambiti interessati quando non in contrasto con i dispositivi di cui alla presente legge, le suddette trasformazioni, ai fini del miglioramento della resilienza ambientale, delle condizioni microclimatiche locali, dei livelli di efficienza energetica e di sicurezza antisismica, nonché delle reti di mobilità ecosostenibile, di welfare e di scambio di beni e servizi a livello locale, dovranno conformarsi ai seguenti parametri ambientali e funzionali: a) piantumazione di masse arboree dense o lineari (barriere) con funzione di metabolizzazione delle sostanze inquinanti, produzione di ossigeno, minimizzazione delle cosiddette isole di calore, con sviluppo non inferiore al 20 per cento della superficie complessiva, libera o edificata, del suolo dell’ambito interessato; b) garantire o ripristinare la permeabilità del suolo, al fine di attenuare gli impatti sul microclima locale e garantire adeguati livelli di evapotraspirazione del terreno, assicurando, oltre quanto indicato alla lettera a), una quota di terreno libero o comunque impegnato da pavimentazioni di tipo discontinuo pari ad almeno il 45 per cento della superficie complessiva, libera o edificata, del suolo dell’ambito interessato, di cui almeno un terzo da riservare all’allestimento di “orti urbani” autogestiti da tutti gli abitanti insediati nell’ambito; c) rispetto, per le nuove costruzioni o per la ristrutturazione di quelle esistenti, dei parametri energetici corrispondenti alla classe C come definita dalla classificazione “Casaclima” della provincia di Bolzano nonché ai parametri e criteri minimi di sostenibilità stabiliti dai protocolli “Itaca”; d) previsione di impianti e reti di raccolta e riuso della acque bianche e grigie nonché di impianti collettivi di compostaggio, autogestiti da tutti gli abitanti insediati nell’ambito; e) realizzazione di percorsi ciclabili e pedonali di collegamento tra tutte le unità edilizie e tra ciascuna di queste e i servizi pubblici o di uso pubblico comprese le stazioni o le fermate del trasporto collettivo di scala urbana o metropolitana, nonché di connessione con le reti di mobilità ecosostenibile esistenti o previste negli ambiti urbani circostanti; f) divieto per attività commerciali di media e grande distribuzione e obbligo di assicurare superfici utili lorde da destinare a commercio di vicinato in misura non inferiore ad 2 mq per ogni abitante insediato o di previsto insediamento. 2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni, le province e i comuni provvedono con atti di propria competenza all’abrogazione di tutte le previsioni di espansione edificatoria urbana in zone non comprese nella classificazione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h), o comunque a scapito di terreni agricoli o liberi in ambito periurbano e metropolitano, nonché riferite a zone in qualsiasi forma destinate a edificazione differita, ambiti di riserva o similari, o interessate da trasferimenti di cubatura in funzione delle cosiddette “compensazioni immobiliari“. Gli enti competenti in materia di pianificazione urbana, sulla base di specifiche ed effettive esigenze abitative o infrastrutturali e accertata l’assenza di alternative di reimpiego e riorganizzazione degli immobili e delle infrastrutture esistenti, possono individuare nuovi ambiti di insediamento, purché connotati da bassa densità territoriale (massimo 20 AB/HA) e tassativamente collegati e subordinati all’avvio e all’attuazione dei programmi di cui all’articolo 1, comma 2, lettera e). 3. I provvedimenti di individuazione di nuove aree edificabili ai sensi del comma 2 devono essere motivati sulla base di esigenze desunte da indicatori statistici relativi alle dinamiche demografiche, economiche e occupazionali a livello regionale, elaborati dall’Istituto nazionale di statistica o da istituti di ricerca pubblici, e non possono superare il 60 per cento dell’incremento registrato dai dati statistici. In ogni caso la possibilità di nuove edificazioni ad usi abitativi dovrà essere preventivamente accompagnata dalla realizzazione dei servizi connessi alla vita residenziale, come previsto dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. 4. I provvedimenti di individuazione di nuove aree edificabili ai sensi del comma 2 devono altresì essere motivati specificamente con la dimostrazione dell’impossibilità di soddisfare le esigenze all’interno delle aree interessate da processi di trasformazione di cui al comma 1 del presente articolo o mediante il recupero o il reimpiego di immobili esistenti inutilizzati, individuati con specifico censimento. L’atto è trasmesso alla regione o alla provincia autonoma competente, la quale verifica la congruità della motivazione di cui al presente comma. 5. Le costruzioni nelle nuove aree edificabili, individuate ai sensi del comma 2, sono soggette a un contributo addizionale rispetto agli obblighi di pagamento connessi con gli oneri di urbanizzazione e con il costo di costruzione, la cui misura è stabilita dai comuni ai sensi delle leggi statali e regionali vigenti e con le modalità previste dal comma 6. 6. Il contributo di cui al comma 5 è determinato in un importo pari a cinque volte il contributo relativo agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione. Gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione non possono subire diminuzioni rispetto agli anni precedenti. 7. Sono obbligati al pagamento del contributo di cui al comma 5 i soggetti tenuti al pagamento degli oneri relativi ai costi di urbanizzazione e al costo di costruzione, secondo le stesse modalità e negli stessi termini. 8. I comuni destinano i proventi del contributo di cui al comma 5 a un capitolo di bilancio vincolato per l’esecuzione dei seguenti interventi: a) per non meno del 20 per cento, alla bonifica dei suoli, adottando preferibilmente le tecniche dell’ingegneria naturalistica; b) per non meno del 20 per cento, al recupero e alla riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico esistente, con priorità per gli interventi di messa in sicurezza e risanamento conservativo degli edifici scolastici e per l’edilizia agevolata e sovvenzionata da realizzarsi in aree già edificate o in disuso: c) per non meno del 20 per cento, alla riduzione del rischio idrogeologico, sia mediante interventi di eliminazione delle cause o di riduzione del pericolo, adottando preferibilmente le tecniche dell’ingegneria naturalistica, sia mediante interventi di delocalizzazione di edifici pubblici situati in aree soggette ad elevato rischio; d) per non meno del 20 per cento, all’acquisizione, alla realizzazione e alla manutenzione di aree verdi estese e per la demolizione e acquisizione di immobili realizzati abusivamente. 9. L’utilizzazione degli importi versati nel capitolo vincolato e destinati agli interventi di cui al comma 8 è esclusa dai vincoli del patto di stabilità interno. ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Dopo l’articolo 3, aggiungere il seguente: ART. 3-bis. (Orti urbani sociali). 1. I comuni, nell’ambito dei terreni ricadenti nelle aree urbane e periurbane, con particolare riferimento a terreni agricoli inutilizzati, aree industriali dismesse, terreni adibiti a verde pubblico e ogni altra superficie assimilabile, favoriscono il loro impiego per la creazione di orti urbani sociali; a tale fine i comuni predispongono un apposito censimento dei terreni disponibili per tale iniziativa e predispongono le necessarie attività di informazione e formazione relative alle pratiche agricole correlate alla gestione degli orti urbani sociali. 2. L’assegnazione dei terreni destinati alla realizzazione di orti sociali avviene tramite assegnazione diretta in favore dei cittadini residenti nel comune che ne facciano richiesta, anche riuniti in associazione o cooperativa; l’assegnazione, in caso di eccesso di domande rispetto alle disponibilità, viene effettuata tenendo conto dell’Indicatore della situazione economica equivalente individuale dei soggetti richiedenti. 3. Ai fini dell’assegnazione dei terreni per la realizzazione di orti urbani sociali, il comune adotta un regolamento, indicando in particolare i criteri di accessibilità e fruizione degli spazi, le misure per il corretto inserimento paesaggistico e ambientale nel contesto urbano, le prescrizioni rispetto all’uso delle risorse irrigue, allo smaltimento dei rifiuti e al monitoraggio ambientale delle produzioni, valorizzando le pratiche esenti da ricorso ai pesticidi. ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati All’articolo 2, comma 1, dopo la lettera c), aggiungere la seguente: c-bis.) per “spazio urbano-industriale”: le aree nelle quali il rapporto tra superficie impermeabilizzata e superficie totale sia superiore al 50 per cento, generalmente individuate dagli strumenti urbanistici vigenti come zone territoriali omogenee di cui alle lettere a), b), d) e f) dell’articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444; Dopo l’articolo 4, aggiungere il seguente: Art. 4-bis. (Ripristino delle regole ordinarie in materia urbanistica). 1. Qualora la definizione e l’esecuzione di interventi complessi, programmi di intervento, opere pubbliche o di interesse pubblico che interessino gli spazi rurali o gli spazi urbano-industriali come definiti all’articolo 2, comma 1, lettera c-bis.), della presente legge, anche di iniziativa privata, richiedano l’azione integrata e coordinata di comuni, province, regioni, amministrazioni dello Stato e altri enti pubblici, si procede alla stipulazione di accordo di programma secondo le disposizioni dell’articolo 34 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. 2. Fatti salvi casi particolari per i quali venga fornita formale e documentata motivazione, gli accordi di programma di cui al comma 1 devono contenere nel proprio articolato specifiche procedure di progettazione integrata territoriale, da adottare a partire dalla fase di definizione dell’intervento, ovvero tali da garantire informazione e pubblicità dell’iniziativa assicurando il rispetto dei principi di trasparenza dell’azione amministrativa e di concorrenza tra tutti i soggetti operanti sul territorio di riferimento, favorendo e garantendo la libera partecipazione di tutti i potenziali interessati che ne facciano richiesta e i cui interventi programmati siano compatibili con le finalità e gli obiettivi del progetto. 3. Nei casi di cui al comma 2, le eventuali variazioni degli strumenti di pianificazione urbanistica, ove necessarie per la definizione e attuazione degli interventi di cui al comma 1, sono adottate, nel rispetto delle disposizioni dell’articolo 6, attraverso i procedimenti ordinari di variante urbanistica previsti dalle leggi regionali. 4. Gli strumenti di concertazione, negoziazione e semplificazione amministrativa, compresi gli accordi di programma di cui all’articolo 34 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e la conferenza di servizi di cui agli articoli 14 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, non possono derogare ai regolamenti e agli strumenti urbanistici adottati o approvati secondo la normativa vigente. La definizione e l’attuazione dei suddetti strumenti è comunque subordinata all’applicazione senza deroghe alle procedure di progettazione integrata territoriale di cui al comma 2. 5. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti provvede ad emanare un regolamento concernente le procedure di progettazione integrata territoriale funzionali all’applicazione di quanto disposto nel presente articolo. ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Dopo l’articolo 6, aggiungere i seguenti articoli: ART. 6-bis. (Censimento degli immobili inutilizzati nel territorio comunale). 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni eseguono il censimento, nonché le rilevazioni di cui alla legge 4 agosto 1978, n. 440, degli immobili di proprietà privata risultanti sfitti, non utilizzati o abbandonati esistenti nel proprio territorio, individuandone le caratteristiche e le dimensioni. 2. Per ciascun immobile è acquisito il certificato catastale ed è indicata la destinazione d’uso, che sono iscritti con gli altri dati in un archivio elettronico degli immobili inutilizzati. ART. 6-ter. (Censimento degli immobili di proprietà pubblica). 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i comuni, le province, le regioni, le amministrazioni dello Stato e gli altri enti pubblici di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, e le università agrarie, che siano a qualsiasi titolo proprietari di immobili, redigono l’elenco degli immobili di loro proprietà, compresi i terreni destinati ad uso civico ricadenti nella proprietà pubblica e i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, suddivisi in appositi elenchi sulla base dell’effettiva assegnazione a soggetti terzi. 2. Per ciascun immobile è acquisito il certificato catastale ed è indicato l’uso al quale l’immobile è adibito, con specifica distinzione tra gli immobili utilizzati per fini istituzionali, gli immobili concessi in locazione o in uso e gli immobili inutilizzati. 3. Per gli immobili concessi in locazione o in uso sono indicati il titolare del contratto di locazione o del titolo di concessione e le condizioni economiche del contratto medesimo. 4.L’elenco è trasmesso al Ministero dell’economia e delle finanze entro il termine stabilito dal comma 1. ART. 6.quater. (Censimento degli immobili di proprietà privata utilizzati dalle amministrazioni pubbliche). 1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge i comuni, le province, le regioni, le amministrazioni dello Stato e gli altri enti pubblici di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, nonché le università agrarie, redigono l’elenco degli immobili di proprietà privata da essi utilizzati sulla base di contratto di locazione passiva, nonché dei terreni interessati da uso civico non ancora alienati o affrancati. 2. Per ciascun immobile è acquisito il certificato catastale ed è indicato l’uso al quale l’immobile è adibito. 3. Per ciascun immobile sono indicate le condizioni economiche del contratto di locazione. 4. L’elenco è trasmesso al Ministero dell’economia e delle finanze entro il termine stabilito al comma 1. ART. 6-quinques. (Disposizioni concernenti l’utilizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e delle terre incolte di proprietà privata). 1. Le informazioni raccolte in attuazione degli articoli 6-bis, 6-ter e 6-quater sono rese pubbliche mediante l’inserimento in un archivio informatico consultabile attraverso il sito internet del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, della regione e del comune, ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 32 e del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135. 2. Il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con le amministrazioni o gli enti interessati, redige per ogni amministrazione o ente titolare di contratti di locazione passiva di immobili un piano di razionalizzazione e ricollocazione delle sedi per lo svolgimento delle attività istituzionali mediante l’utilizzazione degli immobili di proprietà pubblica. ART. 6-sexties. (Uso sociale e collettivo del patrimonio immobiliare pubblico). 1. I comuni, le province, le regioni, le amministrazioni dello Stato e gli altri enti pubblici proprietari di immobili non utilizzabili a fini istituzionali redigono il piano di utilizzazione dei medesimi immobili prevedendone la destinazione sulla base delle loro caratteristiche ad usi produttivi o, nei casi di grave disagio abitativo, alla soddisfazione di fabbisogni residenziali, e procedono alla loro trasformazione in demanio civico. 2. Gli enti e le amministrazioni di cui al comma 1 rendono noti al pubblico, nelle forme più efficaci per assicurarne la conoscenza, la disponibilità degli immobili e il piano di utilizzazione predisposto. ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 3, al comma 8, dopo la lettera i), aggiungere la seguente: l) cinque rappresentanti di associazioni o enti anche universitari in rappresentanza degli interessi dei demani civici e terreni ad uso civico; ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 1, dopo il comma 4, aggiungere i seguenti: 4-bis. I terreni utilizzabili per la coltivazione agraria o come bosco o come pascolo permanente appartenenti a enti pubblici sono trasformati in demani civici e costituiscono proprietà collettive della generalità dei cittadini abitanti nel territorio comunale o frazionale in cui i beni sono situati. Tali beni sono indivisibili, inalienabili, inusucapibili, inespropriabili. 4-ter. I terreni di cui al comma 4-bis sono amministrati separatamente dagli altri beni pubblici da organismi eletti ai sensi della legge 17 aprile 1957, n. 278, e sono denominati « amministrazioni separate di beni di uso civico ». 4-quater. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni provvedono a individuare su cartografie su base catastale i terreni interessati da uso civico, provvedendo a distinguerli tra « terreni convenientemente utilizzabili come bosco o come pascolo permanente » e “terreni convenientemente utilizzabili per la coltura agraria”, in conformità a quanto stabilito all’articolo 11 della legge 16 gennaio 1927, n. 1766. 4-quinques. In base alla classificazione definita in attuazione del comma 4-quater e in funzione di politiche volte alla reintegrazione del demanio pubblico, al recupero e alla coltivazione di terre incolte o abbandonate, alla ricomposizione di continuità eco-biologiche interrotte, al riordinamento di tessuti insediativi extra agricoli sparsi, le regioni procedono alla gestione delle procedure di affrancazione e liquidazione di usi civici con le seguenti modalità: a) nelle aree incolte o abbandonate ove sono in atto, o si prevede possano avvenire, fenomeni di spontaneo rimboschimento, la liquidazione di eventuali diritti di uso civico su beni di proprietà privata potrà essere effettuata soltanto mediante cessione di una quota del terreno nelle dimensioni massime previste dall’articolo 5 della legge 16 gennaio 1927, n. 1766, ovvero pari alla metà dell’estensione del fondo; b) nelle aree incolte o abbandonate che risultassero tra quelle concesse in enfiteusi e per le quali non si sia dato luogo a liquidazione di eventuali diritti di uso civico, detta liquidazione non dovrà essere concessa, e gli organi competenti dovranno provvedere alla devoluzione del terreno nella sua completa estensione in favore del comune ai sensi dell’articolo 19 della legge 16 gennaio 1927, n. 1766; nelle aree investite da processi insediativi, o negli ambiti interessati da piani di recupero di cui alla legge 28 febbraio 1985, n. 47, la liquidazione di eventuali diritti di uso civico su beni di proprietà privata dovrà essere effettuata mediante cessione di una quota del terreno secondo le dimensioni massime previste dall’articolo 5 della legge 16 gennaio 1927, n. 1766. Le parti di terreno da cedere saranno quelle più funzionali alle previsioni d’assetto urbanistico, piani particolareggiati o di recupero, ovvero più utili ai fini della localizzazione di infrastrutture, reti e servizi di uso pubblico nonché alla articolazione di corridoi eco-biologici. Qualora la cessione in tutto o in parte del terreno risulti impossibile, la liquidazione dovrà essere effettuata mediante corresponsione di compenso in denaro, con valore da calcolare al prezzo di mercato corrente di terreni edificabili nello spazio urbano corrispondente o più vicino, come desumibili dall’osservatorio dei valori immobiliari dell’Agenzia delle entrate. Le somme in denaro derivanti dalla liquidazione degli usi civici devono essere vincolate per l’acquisizione dei terreni necessari all’attuazione delle previsioni di assetto dell’area, nonché per la realizzazione di interventi di riqualificazione ambientale, paesaggistica o della dotazione di servizi pubblici. Conseguentemente: Art. 3, al comma 8, dopo la lettera i), aggiungere la seguente: l) cinque rappresentanti di associazioni o enti anche universitari in rappresentanza degli interessi dei demani civici e terreni ad uso civico; ZACCAGNINI

EMENDAMENTO AC 2039 e abbinati Art. 5, comma 1, dopo le parole “della realizzazione di opere pubbliche.” aggiungere le seguenti : “Nel caso di terreni agricoli di particolare interesse agricolo e naturale, ad alto tasso di biodiversità, l’area in oggetto è trasformata in terreno agricolo permanente”. ZACCAGNINI

PUBBLICATO SU WORDPRESS // Adriano Zaccagnini “Emendamenti Pdl Consumo di suolo” <adrianozaccagnini.wordpress.com> 8 aprile 2014

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