Adriano Zaccagnini, vicepresidente Commissione Agricoltura: “La mia posizione è quella di scongiurare falsità scientifiche su come agire per la risoluzione del problema Xylella in Salento. Come è già avvenuto per la castanicoltura e altre colture attaccate da patogeni di altri continenti, l’intervento massiccio di fitofarmaci, che cela interessi speculativi, e l’eradicamento totale di vaste aree è destituito di ogni fondamento e inefficace a lungo termine.”

“La Xylella esiste, si trova nel tronco e quindi interventi esterni sono assolutamente inutili come qualche esperto o politico ha dichiarato, ma va ancora compreso a che sottospecie appartiene e come si è caratterizzato il ceppo in Puglia. Gli interventi da attuare, come il Prof.Guario mi ha potuto comunicare, sono il contenimento dei vettori, la pulizia meccanica (senza erbicidi) delle erbe, la cura e la potatura energica dei rami dissecati, la creazione di una zona tampone e aggiungo eventualmente l’eradicazione solo di quegli ulivi che il prossimo anno non si riprenderanno, non certo l’eradicazione totale di un’area vastissima in cui ci sono tantissimi ulivi sani affianco a quelli in fase di disseccamento. All’assessore Pacella non rispondo alle sue provocazioni gravissime. Non ho mai accusato gli agricoltori salentini, bensì interessi politico-finanziari che si affacciano all’agricoltura italiana nei momenti di crisi e di minor redditività per le colture tradizionali. L’olio è un patrimonio e la filiera non ha bisogno di interventi radicali scriteriati, ma mirati e con l’utilizzo di tecniche agroecologiche efficaci, supportate dai PSR, e, come per la castanicoltura, con la lotta biologica e l’incremento della cura e potatura delle piante.”

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